Mortara, centrosinistra diviso

MORTARA Un incontro positivo, quello della sinistra mortarese che si è svolto scorso nella sede di Rifondazione, in cui si sono messe le basi per una futura alleanza in vista delle elezioni di maggio. Spiccava però l'assenza del Partito Democratico. I protagonisti infatti sono stati tre dei partiti della sinistra mortarese, tra cui in primis Rifondazione Comunista, rappresentata da Teresio Forti e dal segretario Giuseppe Abbà, oltre che da Gilberto Guzzi, consigliere comunale del Psi, con il delegato provinciale Giulio Mazzini. Accanto a loro i due rappresentanti dell'Italia dei Valori, tra cui il vigevanese Carmelo Tindiglia. Assente dal tavolo il Pd, appunto. «Non siamo stati invitati a questo incontro – spiega Mauro Maccarini, membro del direttivo del Partito Democratico – anche perché, in questa fase, siamo aperti a confronti con tutte le forze politiche in campo. E' chiaro dunque che se avessimo ricevuto una proposta di confronto, l'avremmo accettata». E' vero però che circolano voci, confermate dall'apertura al dialogo con interlocutori di tutti gli schieramenti indicata dallo stesso membro del direttivo, su alleanze anche al di fuori degli schemi tradizionali: il Pd potrebbe quindi rivolgersi quindi al centro, aprendo un dialogo con forze come l'Udc e Fli. E anche il recente incontro informale tra il segretario Elia D'Arenzo e la rappresentante del Pdl Paola Savini potrebbe essere un segnale in questa direzione. Una posizione, quella di Maccarini, che conferma la ipotizzabile spaccatura di quest'area politica cittadina, che già nello scorso consiglio comunale era rappresentata in maniera anomala rispetto alle forze presenti in città. Siedono infatti in consiglio Guzzi, del Psi, eletto come candidato sindaco fortemente voluto proprio dall'ex segretario degli allora Ds, e Teresio Forti, espressione del Prc che da sempre, grazie anche alla presenza carismatica di Abbà, a Mortara mantiene una rappresentanza che alle ultime Provinciali ha confermato un 7,24%, ma non vi è nessun esponente del Pd, che pure nelle stesse consultazioni aveva ottenuto il 17,88%. «E' stato un incontro nato in maniera naturale, con i partiti che sentiamo più vicini – conferma Forti – abbiamo trovato nei nostri interlocutori la disponibilità a metterci intorno a un tavolo e a cominciare un percorso insieme. Il Pd? Non è corretto dire che non è stato invitato. Non ci è neppure venuto in mente come nostro partner». Simona Marchetti