Il caso irrisolto di chi si è ritirato con incentivo
PAVIA Tecnicamente si chiamano "esodati" sono quei lavoratori che hanno firmato un accordo con l'azienda per andare in pensione prima del previsto. L'azienda paga i contributi che mancano e, spesso, offre anche una buonuscita. Accordi di questo tipo sono stati utilizzati da aziende in crisi per diminuire il personale senza licenziare, ma anche da aziende che hanno la necessità di ringiovanire il personale, magari per l'introduzione di nuove tecnologie che prevedono lunghi (e costosi) periodi di formazione. Ma che accade per gli "esodati" vale anche per loro la riforma, oppure i contributi versati dalle aziende li fanno rientrare nella categoria di chi alla fine del 2011 aveva maturato il diritto alla pensione con le vecchie regole? Due casi tra quelli affrontati dall'esperto di Pensioni Remo Epifani. «Ho 60 anni di età e 36 anni di contributi raggiunti grazie ad un accordo con l'azienda che ha versato la parte mancante dopo le mie dimissioni – spiega Carlo Pasotti di Castelletto di Branduzzo –.Nel 2011 ero formalmente disoccupato: rientro comunque tra chi ha diritto alla pensione con le vecchie norme?». «Teoricamente no – risponde Epifani – perchè il decreto monti cita chi nel 2011 è in mobilità, quindi iscritto alle liste, e non i disoccupati. Tuttavia si deve aspettare che il decreto milleproroghe, che deve essere approvato in poche settimane, chiarirà questo particolare aspetto che riguarda gli esodati che hanno raggiunto un accordo con le aziende». Meno complessa la vicenda di Nella Maria Alloisio, nata nel 1955, entrata al lavoro nel 1972 a 17 anni e "esodata" nel 2011 grazie ad un accordo con l'azienda. «In questo caso i parametri da tenere presenti sono due – spiega Epifani –. C'è l'accordo con l'azienda che prevede il pagamento completo dei contributi, e ci sono le tutele che la riforma pensionistica riserva ai lavoratori precoci, semplificando quelli che hanno iniziato a lavorare prima dei 18 anni. Nel caso specifico, quindi, la signora Nella Maria ha maturato il diritto alla pensione nel 2012 ma, per effetto della decorrenza di un anno imposta dalla precedente riforma, avrà diritto a ricevere l'assegno dal primo di agosto del 2013».