Avvenire contro Pisapia. Lui tira diritto

È polemica tra l'Avvenire, il quotidiano della Cei, e il sindaco di Milano Giuliano Pisapia dopo la decisione della giunta milanese di creare un fondo anti-crisi anche per le coppie di fatto, anche gay. «E'un dovere da parte delle istituzioni» aiutare tutte le coppie, sia quelle sposate sia quelle legate da vincoli affettivi, che si trovano «in uno stato di difficoltà», ha sostenuto Pisapia. «Sono contrario alle discriminazioni», ha aggiunto Pisapia. «A me sembra assolutamente normale che laddove ci sono dei soggetti bisognosi - ha spiegato - il comune faccia tutto quanto possibile dando anche quelle disponibilità che oggi ci sono». Pisapia poi ha voluto sottolineare di essere «contrario alle discriminazioni, lo sono stato nel passato, lo sono nel presente e lo sarò nel futuro». Opposta la posizione del quotidiano dei vescovi che arriva a citare don Milani e la Costituzione. «La peggiore ingiustizia, lo insegnava anche don Lorenzo Milani, è trattare in maniera uguale situazioni differenti». «Sconcerta - scrive il giornale della Cei - che il sindaco di Milano, che è avvocato e uomo di legge, scelga con questo atto di ribaltare le fonti del diritto, anteponendo una legge di regolazione amministrativa addirittura alla Costituzione. Che all'articolo 29 è inequivocabile nel riconoscere 'i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio'. E all'articolo 31 impegna la Repubblica ad agevolare 'con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l'adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose».