Boom dei corsi professionali Iscrizioni raddoppiate in 5 anni
PAVIA Raddoppino le iscrizioni agli istituti di formazione professionale e gli stranieri sono sempre di più. Una presenza, quella di giovani stranieri, che si è più che quadruplicata negli ultimi cinque anni, e che sembra destinata a crescere ancora in un futuro non troppo lontano. Apolf e Clerici, ma anche istituto Santa Chiara e Ciofs: in tutti gli istituti pavesi che rilasciano qualifiche professionali, infatti, i ragazzi provenienti da altri paesi sono cresciuti moltissimo. Tanto da raggiungere quasi il 17 per cento del totale. Lo dice una ricerca presentata ieri al "Centro servizi formazione" di via Riviera. «Anche i ragazzi italiani che scelgono i Cfp sono quasi raddoppiati», spiega Domenico Dosa, presidente del centro studi Alspes che ha realizzato la ricerca. Insomma, in tempi di crisi economica i ragazzi che preferiscono la formazione professionale per arrivare prima sul mercato del lavoro sono sempre di più. Parrucchieri ed estetisti, elettricisti e tecnici informatici, cuochi e addetti alla sala bar: queste le figure professionali preferite dai ragazzi, che le hanno scelte sempre di più negli ultimi cinque anni. La percentuale più alta di studenti stranieri si trova nei Cfp dell'Oltrepo, dove oltre il 20 per cento degli iscritti proviene da altri paesi. In forte crescita la presenza extracomunitaria anche nella Lomellina: oggi all'istituto Elfol di Vigevano uno studente su quattro è straniero. «Questa ricerca conferma che la formazione professionale è la porta preferenziale per gli adolescenti stranieri», dice Riccardo Aduasio, direttore dell'istituto di via Riviera. Per qualcuno, però, si tratta di un enorme spreco. «Perché le università americane sono piene di giovani asiatici, e da noi invece ce ne sono pochissimi?», si chiede Pergiorgio Reggio, professore di pedagogia all'Università cattolica. «Se avere una carta d'identità diversa da quella dei ragazzi italiani mi ha portato a un certo tipo di formazione e a un certo tipo di lavoro, allora il nostro Paese sta sprecando un enorme potenziale – sostiene il docente universitario –. Un ragazzo straniero immigrato in Oltrepo può fare il bracciante, certamente. Ma può anche frequentare un master avanzato in tecnologie agricole, se ha voglia e capacità». Secondo i dati raccolti dalla ricerca presentata ieri, infatti, gli studenti stranieri che terminano bene il loro percorso di studi hanno più propensione al rischio e maggior ambizione rispetto ai loro colleghi italiani. «Fare dei percorsi brevi e molto concreti, che permettano di entrare subito nel mondo del lavoro – chiosa Aduasio –. Questo è ciò che i ragazzi stranieri (e non solo) si aspettano dai nostri corsi». Gabriele Conta