Mills, la difesa Berlusconi tenta la carta ricusazione
di Giovanna Trinchella wMILANO «Quel giudice non è imparziale, ha già deciso di condannarmi». E' il senso della ricusazione firmata da Silvio Berlusconi e presentata ieri dai legali dell'ex premier alla V corte d'Appello di Milano contro la presidente del collegio del processo Mills, Francesca Vitale. L'imputato lamenta l'anticipazione del giudizio da parte del collegio milanese, che per evitare la prescrizione del procedimento in cui Berlusconi è accusato di corruzione in atti giudiziari del legale inglese, giovedì ha tagliato tre testi già ammessi e fissato un calendario serrato fino all'11 febbraio. Data in cui dovrebbe essere emesso il verdetto sui 600 mila dollari che Berlusconi avrebbe versato a David Mills, condannato in primo e secondo grado ma che ha usufruito della prescrizione in Cassazione, per mentire in due processi in cui era coinvolto Mister B. E' così che in una lettera al suo commercialista Mills chiama Berlusconi giustificando quei soldi, di cui il fisco inglese chiede conto, come il regalo per avergli evitato tanti guai. Con una mossa non nuova il leader del Pdl punta il dito sulla presunta parzialità del giudice. Nell'atto si fa anche riferimento ai termini di prescrizione che, secondo la difesa Berlusconi, scatteranno il 31 gennaio e non il 14 febbraio come hanno fatto intuire i giudici, anche se in Procura a Milano sono convinti che invece la data esiziale per il processo sia addirittura il 12 aprile. Dalla Corte d'Appell potrebbe però arrivare a una risposta di inammissibilità già martedì. Quando è prevista l'udienza per ascoltare Berlusconi, scagionato con tutte le forze da Mills che sarà ancora sentito il 3 febbraio in rogatoria. Sulla ricusazione tanti i commenti; uno su tutti quello di Michele Vietti, vice presidente del Csm, che dice: «Il processo per sua natura deve arrivare a decisione nel merito. E' giusto accelerare». Intanto il clima si sta facendo bollente: Ghedini e Longo ieri mattina si sono tolti la toga e hanno nominato i sostituti processuali per l'udienza Ruby in segno di protesta contro il collegio che non ha cancellato dal calendario la data del 30 gennaio, quando Berlusconi comparirà davanti al gup per la vicenda dell'intercettazione Unipol, e neanche quella del 10 febbraio, giorno prima del verdetto Mills. Anzi, udienze aggiunte fino a luglio per processare l'ex presidente del Consiglio per concussione e prostituzione minorile della minorenne marocchina, poi spacciata per la nipote dell'ex presidente egiziano Mubarak, che partecipò ai «bunga bunga» ad Arcore. ©RIPRODUZIONE RISERVATA