Sisma all'Aquila, Calvi tra i testimoni nella causa civile da 22 milioni di euro
C'è anche Gian Michele Calvi (nella foto), direttore di Eucentre e docente allo Iuss, tra i testimoni citati nella causa civile che si sta svolgendo in tribunale all'Aquila sul sisma del 2009. Una trentina di famiglie, parenti delle vittime del terremoto, hanno chiesto un risarcimento di 22 milioni e 500mila euro alla Presidenza del consiglio dei ministri, citata dagli avvocati Maria Teresa di Rocco e Silvia Catalucci, del Foro dell'Aquila. Ieri mattina il magistrato Maria Bianca Serafini ha ammesso tutte le prove testimoniali presentate dai due legali: circa 300 i testimoni citati, tra cui, oltre ai ricercatori dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, i sette componenti della Commissione grandi rischi, tra cui appunto Calvi, e l'ex numero uno della Protezione Civile, Guido Bertolaso. Sempre il giudice civile ha rigettato la richiesta dell' avvocatura dello Stato (ritenendola irrilevante) di concedere una consulenza per verificare se in qualche modo poteva essere prevedibile il terremoto del 6 aprile 2009. Il risarcimento in sede civile è stato inoltrato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, di cui la Commissione Grandi Rischi è organo consultivo. L'azione legale fa riferimento alle richieste avanzate da una trentina di famiglie che hanno perso i propri cari in seguito al terremoto del 6 aprile 2009, ma soprattutto alle dichiarazioni rassicuranti rese da alcuni rappresentanti della Commissione grandi rischi nei giorni in cui l'Aquila era interessata da uno sciame sismico. E per mercoledì 1 febbraio è stata fissata la tredicesima udienza dibattimentale sempre a carico dei sette esperti della Commissione grandi rischi accusati di omicidio colposo. Oltre a Calvi, sono imputati Franco Barberi, Bernardo De Bernardinis, Enzo Boschi, Giulio Selvaggi, Claudio Eva e Mauro Dolce.