Consiglio comunale straordinario per il no al piano-scuole

di Carlo E. Gariboldi wVOGHERA Un consiglio comunale straordinario contro il piano di riorganizzazione voluto dalla Provincia di Pavia e osteggiato dalle tre direzioni didattiche vogheresi. La mobilitazione in molte scuole sta partendo con raccolte di firme promosse da gruppi di genitori. E all'inizio di febbraio approderà in consiglio comunale. I capigruppo - per una volta tutti uniti - hanno deciso che voteranno una mozione che ha l'obiettivo di bloccare i progetti della Provincia. L'altra sera, su iniziativa di Francesco Rubiconto - consigliere comunale e direttore didattico - si sono riuniti i rappresentanti di tutti i gruppi con il presidente del consiglio Nicola Affronti, il sindaco Carlo Barbieri e l'assessore all'Istruzione Marina Azzaretti. Il Comune e i circoli vogheresi vogliono costituire due grossi poli, per quanto riguarda le scuole dell'obbligo, accorpando, da una parte Plana e Dante, dall'altra secondo e terzo circolo. In pratica si tratterebbe di mettere in pratica la verticalizzazione del sistema, mantenendo sotto uno stesso tetto gli alunni, dalle materne, fino alle medie, passando per le elementari. Istituendo, così due istituti comprensivi. «Su questo progetto c'era un accordo generalizzato di genitori, Comune e direzioni - spiega l'assessore comunale all'Istruzione Marina Azzaretti -. Si recepivano anche le scelte dei Comuni di Lungavilla e Torrazza Coste che fino a quest'anno gravitavano sui nostri circoli e da settembre si sposteranno verso Bressana e Casteggio». Ma la Provincia non ha accettato la proposta di Voghera, formalizzata da una delibera di giunta. E l'assessore provinciale Milena D'Imperio ha deciso di lasciare, ancora per il prossimo anno, le cose come stanno. Poi si vedrà. Sembra che l'idea della Provincia sia quella di scorporare, in futuro, i comuni più piccoli - Pizzale, Silvano Pietra, Cornale, etc - per costituire, tra due anni una direzione didattica nuova, fuori da Voghera. «Il progetto della Provincia non sta in piedi - spiega Francesco Rubiconto -. Potrebbe, visto che è un obbligo di legge. dare corso alla verticalizzazione, istituendo due istituti comprensivi a Voghera, per poi, se ci saranno richieste, staccare i Comuni, qualora dovessero sentire la necessità. Nessuno può impedire a un Comune di andarsene». Secondo l'intenzione dei capigruppo consigliari, la mozione rafforza la delibera della giunta di Voghera. L'obiettivo dichiarato dell'iniziativa è quello di aprire un braccio di ferro con la Provincia in Regione Lombardia. Voghera vuole far bocciare il piano di Piazza Italia - tecnicamente è possibile - per far rivivere quello voluto in Oltrepo.Non sarà un'iniziativa facile, ma nemmeno impossibile, anche perché ha il vantaggio di essere appoggiato da tutte le forze politiche vogheresi, da Rifondazione alla Lega.