Nelle isole i Forconi presidiano i porti
ROMA Il confronto tra il governatore della Sicilia Raffaele Lombardo e il premier Mario Monti non ha soddisfatto il Movimento dei Forconi, e in Sicilia tira ancora aria di burrasca. Così come anche nell'altra isola maggiore, la Sardegna, le proteste non si fermano e a quella degli autotrasportatori si sono saldate le rivendicazioni di operai, pastori e Comitati contro Equitalia. «Deludente» è il giudizio del leader del Movimento dei forconi siciliani, Mariano Ferro, il giorno dopo l'incontro di Palazzo Chigi. «Quando si parla di tavoli tecnici – dice – sappiamo come funziona. E' solo un modo per prendere tempo, per dire che si stanno impegnando, mentre noi continuiamo a morire». Ferro annuncia che la lotta proseguirà, anche se esclude nuovi blocchi. L'Isola ha intanto pagato già un caro prezzo dopo oltre cinque giorni di protesta del comitato Forza d'Urto. Pompe a secco e scaffali vuoti nei negozi, con affari d'oro solo per le produzioni a «km 0», cioè quelle locali e i mercati rionali. Intanto a Palermo è stata data alle fiamme l'auto di Franco Aiello, responsabile palermitano di Federpesca, che non aveva manifestato piena adesione alla protesta. In Sardegna la terza giornata di protesta organizzata da tante sigle che hanno trovato unità d'intenti sta bloccando l'intera isola. Non c'è solo la protesta per il carburante, ma anche e soprattutto per una situazione economica catastrofica che si trascina ormai da anni e che ha raggiunto il suo apice. Artigiani, commercianti, pastori, camionisti, indipendentisti, tutti uniti nel formare blocchi e presìdi che hanno interessato soprattutto porti e municipi. Bloccato l'accesso al porto canale di Cagliari dove il Movimento dei forconi sardi ha continuato a serrare i cancelli con Tir e autogru. C'è stata anche tensione con le forze dell'ordine che comunque hanno scongiurato il blocco totale dell'area. Lunghe code si sono formate all'ingresso della città, sulla 130 e 131. Regolare l'arrivo dei traghetti mentre nel porto commerciale è saltata la corsa della nave merci Puglia, rimasta bloccata a Livorno. A Olbia picchetto e controllo dei manifestanti dei Tir in partenza e in arrivo. Bloccati i camion con merci provenienti dalla Penisola, non quelli con prodotti sardi. Nel pomeriggio ai manifestanti è stata notificata l'ordinanza del prefetto di Sassari, Salvatore Mulas, che ha vietato assembramenti non autorizzati nei porti, aeroporti e strade statali, provinciali e comunali che impediscano la libera circolazione dei mezzi. Nessuna ordinanza, almeno fino a ieri sera, da parte delle altre prefetture isolane. A Oristano proseguirà anche oggi la protesta dei Tir sulla via di accesso al porto industriale. Nel Sulcis-Iglesiente continuà anche oggi il blocco dello snodo viario di Villamassargia. (p.ca) ©RIPRODUZIONE RISERVATA