Troiano, gol liberatorio: «Critiche esagerate»

VOGHERA Non è stata una bella partita, ma per il Voghera contavano solo i tre punti: «L'importante era vincere – conferma l'allenatore Massimo Giacomotti – poi si può sempre migliorare. È stata una prova di carattere, quello chiesto dopo Fidenza, e sono andati a rete le punte Troiano e Speziale». Il primo gol è uno schema riuscito, che viene provato in allenamento. «Sono contento perché è una situazione su cui ci esercitiamo: rimessa lunga di D'Errico, spizzata di Cavalli e rete di Speziale, di testa», sottolinea il tecnico che ha dovuto cambiare lo schieramento dopo l'uscita di Versace (problema alla parte alta del flessore). «Va gestito come minutaggio, lui come altri giocatori. È stata una gara in cui abbiamo sbagliato tanto, noi come l'Alzano». La gara è vissuta sulla fisicità di D'Errico e Mazzei, quest'ultimo a fine gara era furioso per uno scontro di gioco proibito (una gomitata) di Bonomi nei suoi confronti. Giacomotti ha faticato a tenerlo: «Dobbiamo crescere, succede che possiamo incappare in situazioni stupide, però ricordiamoci che Mazzei è un ragazzo classe 1990 e giocava in campionati diversi dai nostri». Andrea Troiano al gol ha esultato portando le mani sulle orecchie, gesto rivolto ad una parte di tribuna. Il gol può essere la giusta medicina per avere più serenità. «Me lo auguro. Quando giochi e alla prima palla c'è subito un boato è difficile – dice il mister –. Anche in un'azione di contropiede si è visto che il ragazzo è frenato: certi palloni non li sbaglierebbe». Troiano è soddisfatto: «Qualche fastidio in questi mesi l'ho avuto – dice la punta –, è vero che non giocavo bene però le critiche mi sembravano esagerate: il gol è stata una soddisfazione. Il contropiede sbagliato? Pensavo che Speziale, con cui mi trovo molto bene a dialogare, mi chiamasse palla. Abbiamo avuto la forza di soffrire, sono entrato a freddo dopo l'infortunio di Versace, ero teso». La rete di Daniele Speziale è giunta di testa, gesto inusuale per la punta. «Mi sentivo bene fisicamente, è uno schema che proviamo. Dobbiamo cercare di amministrare meglio la palla». Marco Quaglini