Prezzi record, scatta la speculazione
di Roberto Petretto wROMA Tra merce che scarseggia per effetto dello sciopero dei Tir e per effetto del fenomeno di accaparramento da parte dei cittadini, i prezzi dei prodotti agroalimentari stanno conoscendo un'impennata in molte città d'Italia. Arrivano però segnali di un miglioramento della situazione del traffico e domani, anche per l'approvvigionamento di alimenti e benzina, le cose dovrebbero essere meno critiche. Ancora più ingiustificati appaiono dunque alcuni aumenti di prezzo. L'Osservatorio nazionale della Federconsumatori ieri aveva rivisto al rialzo le stime sulle ricadute per le famiglie. Si prevede un aggravio pari a 21 euro sulla spesa media mensile di una a famiglia. Ma se la protesta dovesse protrarsi, le cose peggiorebbero. La ricaduta sulla spesa mensile di una famiglia potrebbe arrivare a 144 euro in più alla seconda settimana di blocco totale, per toccare oltre 280 euro alla terza. Ancora più negativo il quadro tracciato dalla Confederazione italiana agricoltori. In alcuni punti vendita sono stati registrati aumenti anche del 200 per cento soprattutto per ortaggi, verdure e frutta. «Un danno ingente per le famiglie italiane, che in pochi giorni spenderanno il 15-20 per cento in più e per le stesse aziende agricole che non riescono a trasportare le loro produzioni fresche – spiega una nota della Cia –. La situazione rischia di avere effetti deleteri per le tasche, ma anche per la salute dei cittadini perchè, nella corsa all'accaparramento, c'è il rischio che si vadano a comprare prodotti, soprattutto quelli trasformati, scaduti». Frutta e verdura sono i principali prodotti presi d'assalto dagli speculatori. «E' urgente un intervento di carattere istituzionale - hanno dichiarato Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef –, in grado di far rientrare la situazione nella legalità, prima che degeneri ulteriormente». Difficoltà nei negozi e nei supermarket, ma anche nelle stazioni di servizio. La situazione è differente nelle varie Regioni e in continuo divenire. Le maggiori criticità si registrano al sud: Calabria, Campania, Puglia, Basilicata, oltre alla Sicilia, sono le Regioni dove ci sono state le difficoltà più gravi. Distributori di benzina chiusi per mancanza di carburante. In qualche caso le autocisterne sono riuscite ad arrivare a destinazione con la scorta di polizia e carabinieri. Precauzione giustificata, dal momento che in altri casi le autobotti senza scorta, in alcune zone del napoletano, sono state bersagliate con lanci di sassi. E senza carburante sono rimaste le navi che assicurano il collegamenti con le isole di Ischia e Procida, mentre in diversi centri del sud è a rischio il servizio di raccolta dei rifiuti. Più tranquilla la situazione al centro nord, anche se non mancano i distributori chiusi per mancanza di carburante e i negozi dove scarseggiano i generi alimentari. Nel Lazio e nel Veneto le sofferenze più importanti, mentre nelle altre zone, dove non si erano mai raggiunti livelli di emergenza, nel tardo pomeriggio di ieri la situazione stava migliorando. In Emilia Romagna la grande distruzione legata alle coop ha annunciato un progressivo ritorno alla normalità. «Non siamo al dramma, ma la preoccupazione c'è», dicono alla Conad. Mentre per la Coop Adriatica «i rifornimenti sono ripresi regolarmente». A Roma e nel Lazio la situazione è estremamente varia. Si segnalano criticità: vigili del fuoco di Frosinone quasi senza carburante, code ai distributori di Viterbo e approvvigionamento di benzina nei depositi dell'Atac per i taxi della capitale. Anche se i timori sono soprattutto per i prossimi giorni, nel caso la protesta dovesse proseguire. In Lombardia, invece, per Esselunga e Coop la situazione è sotto controllo. Esselunga parla di un calo del 15-20 per cento nelle di frutta e verdura. Coop Lombardia ha ricevuto un 17 per cento in meno di prodotti. Disagi in Liguria, ma non vengono segnalate situazioni allarmanti. In diverse città italiane la Coldiretti ha organizzato delle manifestazioni durante le quali sono state regalate buste piene di frutta e verdura. A Roma, Milano, Bologna, Bari, Catanzaro, Catania ci sono state lunghe file, con attese che si sono prolungate anche per ore. A Torino 34 quintali di prodotti alimentari sono stati regalati invece alle mense dei poveri. Nonostante queste iniziative, la quantità di merce che dovre che dovrà essere distrutta è enorme. «Cinquantamila tonnellate di prodotti alimentari deperibili al giorno tra latte, fiori, frutta e verdura che rischiano di essere buttati», ha detto Sergio Marini, presidente della Coldiretti . Ma c'è anche un allarme per gli allevamenti, soprattutto dell'Emilia Romagna, che rischiano di rimanere senza cibo per gli animali. ©RIPRODUZIONE RISERVATA