Derthona, è una rimonta da urlo

Una gara sofferta, ma vinta con merito: «Non ci piacciono le cose facili», scherza a fine gara Cristiano Bacci. E anche mille emozioni: sullo 0-2 c'era il timore di non farcela? «Sinceramente no, anche se si stava mettendo male. I ragazzi erano molto motivati e in campo si è visto. Abbiamo ottenuto il risultato, per noi importantissimo, attraverso l'attenzione e il gioco, sia pure concedendo qualche cosa in difesa, come nel caso dei gol». A cambiare l'inerzia il gol di Marrazzo a fine primo tempo: «Sono episodi che possono essere decisivi, siamo entrati in campo con più consapevolezza e voglia di vincere, poi la sfortuna, i pali, le parate di Teti». L'inserimento della terza punta ha dato segno di convinzione: «A volte si è anche fortunati, visto che abbiamo segnato pochi secondi dopo. Però la mossa ha caricato i ragazzi». Si può ancora sperare di vincere il campionato, a meno dieci? «Noi dobbiamo fare il nostro, senza guardare gli altri. In questo momento dobbiamo solo lavorare e fare punti. Ci sentiamo comunque ancora in corsa». Domenica a Imperia sarà paradossalmente ancora più dura: si teme il rilassamento? «A fine gara c'era una bellissima euforia. Ho capito che in questo ambiente ci si esalta e deprime con facilità. Io mi ritengo una persona equilibrata, per cui mio compito sarà tenere tutti con i piedi per terra,finora non abbiamo fatto ancora nulla di importante. Per la serata festeggiamo, poi si deve tornare come prima a lavorare». TORTONA Giornata da incorniciare per il Derthona, che ribalta un doppio passivo, fa suo il derby con la Novese e risucchia tre punti importantissimi alla capolista Valle d'Aosta. Era una gara da dentro o fuori: di fronte due squadre ambiziose che non potevano permettersi un altro passo falso. Una gara dalle grandi emozioni, vietata ai deboli di cuore, con cinque reti, due espulsioni e due pali. La Novese deve fare a meno delle sue punte Soragna e Cardini, squalificate, oltre che del lungodegente Mossetti. Per Bacci ampia scelta, con esclusione di Serra e Pellegrini in luogo di Montingelli e Cargiolli e rientro di Di Leo in difesa. Tra i pali novità inattesa: Trivellato si infortuna in rifinitura e viene richiamato Bodrito, pari età, titolare dello scorso anno, svincolato a fine dicembre per problemi di abbondanza e non ancora accasatosi altrove. Sono i portieri a fare la differenza in avvio: Teti si esibisce in due occasioni di par suo, su Marrazzo e su Di Leo, dimenticato in area. Ma al 10' passa la Novese: azione analoga a quella di Di Leo, su fronte opposto. I tortonesi dimenticano in area Taverna che batte Bodrito. Il Derthona fatica a ritrovarsi, macina gioco e colleziona corner, ma al 36' subisce ancora, con un'azione in velocità di Cesana, che recupera palla e va in azione personale, fino a battere un non irreprensibile Bodrito. Sembra finita per le speranze del Derthona, ma Marrazzo al 40' riapre la partita: Brizzi recupera un bel pallone a metà campo, serve Cargiolli che tentando il tiro fa uscire la sponda per Marrazzo che si accentra e sotto misura segna. L'umore cambia e la determinazione del Derthona è massima al rientro in campo, quando arrivano due legni colpiti da Zirilli, prima con una bellissima girata e poi con un colpo di testa all'indietro. Bacci osa, inserendo al 20' la terza punta pura Cicino in luogo del mediano Brizzi e subito dopo l'audacia viene premiata prima ancora che in campo fosse percepibile: al 21' Marrazzo approfitta di un errato disimpegno di Busseti su un lancio lungo di Di Leo e in contropiede segna. Si può vincere e il Derthona ci crede: al 33' Zirilli ha il gol che merita, con un gran colpo di testa da punta di razza, raccogliendo un bel'assist di De Martino e finalizzando un'azione corale da tre tocchi. Finale caotico, in cui l'arbitro, la signora Vitulano, perde un po' il polso del match. Il Derthona finisce in nove, per le espulsioni di Di Leo per doppia ammonizione meritata, di Cicino per un fallo di reazione da verificare e allo scadere viene espulso anche l'allenatore Bacci. Ma contano i gol e i punti e si fa festa, con il patron Tonetto che con un balzo spettacolare a rotta di collo vola dalla tribuna al campo per festeggiare con i suoi ragazzi. Stefano Brocche