Lo scempio a Sannazzaro Sparito un intero bosco
SANNAZZARO Un disboscamento abusivo, certamente ben oltre i due piccoli mappali autorizzati dall'ufficio tecnico comunale, ha fatto di circa 15mla metri quadrati di Costa (il terrazzo naturale che volge verso la vallata del Po), nei pressi di alcune abitazioni della frazione Mezzano, un autentico deserto. Sono stati alcuni appassionati di jogging a verificare l'abbattimento selvaggio, di diverse centinaia di alberi autoctoni, adulti e non, tra cui robinie e sambuchi. Ieri mattina sono stati informati gli amministratori pubblici; subito una verifica nell'ufficio protocollo per determinare l'esatta misura delle concessioni di abbattimento e poi l'assessore all'ambiente Pierangelo Fazzini, l'ingegnere Stefano Secchi dell'ufficio tecnico e gli agenti della Polizia Locale hanno effettuato un dettagliato sopralluogo nell'area interessata, una vasta porzione di terreno vergine in declivio verso la abitazioni di Mezzano che si affacciano su vicolo Madonnina Vecchia. Da qui la constatazione di un vero e proprio abuso che, nelle scorse settimane, ha portato i responsabili ed i gestori dell'area (è sottoposta dal vigente Piano Generale del Territorio da vincolo di valore ambientale e da vincolo idrogeologico) ad un taglio indiscriminato di alberi, ben oltre i pochi lembi autorizzati dal comune. Insomma, una contestazione rivolta al referente della concessione che verrà analizzato, oggi stesso, da un sopralluogo degli agenti del Corpo Forestale dello Stato di Mortara che, informati dall'assessore Fazzini, sarà chiamato alla stesura di un verbale e ad una più che probabile denuncia. Gli stessi podisti che hanno informato del disboscamento selvaggio, rilevano: «Ci domandiamo come gli abitanti della frazione, che volgono verso questo tratto irrimediabilmente deturpato, non si siano mai insospettiti dall'uso indiscriminato delle seghe elettriche. Davanti le loro case è ora letteralmente scomparso un bosco naturale tra i più rigogliosi in assoluto della zona». Cosa sarebbe accaduto? Così l'assessore Pierangelo Fazzini: «Risale al novembre 2011 la concessione di autorizzazione al privato richiedente per abbattere solo robinie di primo filare adiacenti alla piccola sede stradale di Mezzano, robinie non-vitali e pericolanti identificate in dieci alberi e quelle non vitali, previa denuncia alla Provincia di Pavia, con esclusione delle piante con età inferiore ai dieci anni, nel numero di poche unità a pertica di terreno». Ed invece? Fazzini è esplicito: «L'autorizzazione non è stata rispettata. Si è fatta tabula rasa di un terreno friabile con grave pericolo di frane che potranno precipitare a valle in quanto la Costa, in quella zona, è ormai priva di alberi di contenimento. Un'azione deplorevole che va pesantemente contestata e condannata». PAOLO CALVI