Tir, anche Valvitalia lancia l'allarme
RIVANAZZANO Tra le vittime dirette e indirette della "protesta dei tir" attuata in questi giorni in tutta Italia, con i blocchi dei caselli autostradali, c'è anche la Valvitalia la multinazionale dell'impiantistica petrolifera ed energetica con sede a Rivanazzano. Un danno che per la sola Valvitalia è quantificabile in decine di migliaia di euro per ogni giorno che passa. «Forse non tutti sanno - spiega una nota dell'ufficio marketing e relazioni esterne - che aziende come la nostra nei contratti con i clienti fissano anche il giorno di consegna. Se la data non viene rispettata, scatta un sistema di penali progressive da pagare al cliente che varia da caso a caso e da contratto a contratto. Si tratta comunque di cifre quantificabili in migliaia o decine di migliaia di euro a contratto: anche perché nel nostro settore una commessa va da alcune centinaia di migliaia di euro in su. Il blocco dei trasporti ci sta quindi causando danni notevoli, sia per le merci in arrivo che non alimentano il ciclo produttivo, sia per i prodotti finiti che non possono andare ai porti o raggiungere i clienti via terra. Occorre fermare questi blocchi dannosissimi per le imprese e l'economia nazionale. Il fatto di non ricevere materie prime e semilavorati provoca lo slittamento delle lavorazioni delle commesse. Abbiamo merce pronta che non può uscire dallo stabilimento. Questa merce non può essere fatturata. Capiamo benissimo tutte le ragioni di chi scioperando vuol far valere le sue ragioni, ma al tempo stesso riteniamo che non debbano interferire con il lavoro di altre categorie che in questo modo vedono compromettersi seriamente la propria situazione finanziaria in un momento di grande difficoltà e di crisi innegabile. Qui alla Valvitalia ci sono 1050 lavoratori: questo blocco dei camion danneggia anche loro».(p.fiz.)