Falsi ciechi e pratiche mai esistite L'inchiesta avviata da un esposto

Il 13 gennaio i carabinieri del nucleo investigativo di Pavia arrestano Guiduccia Massolini, un'impiegata dell'Asl di 51 anni di Torre d'Isola che lavora per l'ente, nell'ufficio delle invalidità civili, da nove anni. La donna è accusata di avere istruito pratiche fittizie di rimborso delle invalidità, per ottenere gli arretrati. I rimborsi, a quanto pare non dovuti, sarebbero stati percepiti attraverso mandati di pagamento inviati all'Inps per via telematica. Tra le posizioni che finiscono nel mirino dei carabinieri ci sono anche quelle della stessa impiegata, che si sarebbe spacciata per cieca, del figlio della donna e dell'anziana madre. Per la madre, che era stata fatta passare anche lei come cieca, Guiduccia Massolini era già finita nei guai anni fa. Nel 2009 aveva patteggiato per truffa, ma era rimasta al suo posto, a ricoprire l'incarico all'Asl sempre nello stesso ufficio, quello che si occupa appunto delle invalidità. Fino a che un esposto anonimo, qualche mese fa, non ha rimesso in moto le indagini. Alla donna viene contestata, oltre alla truffa, anche la corruzione (avrebbe ottenuto delle percentuali sulle pratiche istruite) e il falso. Nel mirino, però, finiscono anche coloro che hanno beneficiato dei rimborsi. Ci sono 134 pratiche che i carabinieri considerano irregolari e oltre 400 invece sospette. L'inchiesta investe anche l'Asl. Si ipotizza che l'impiegata possa non avere fatto tutto da sola e quindi le verifiche stanno riguardando anche le eventuali complicità di altri dipendenti o colleghi dell'impiegata. Ci sono, al momento, almeno altri sei indagati. Ma la lista potrebbe allungarsi. L'impiegata, che è stata già sentita dal pubblico ministero Paolo Mazza, sarà di nuovo ascoltata dal magistrato nei prossimi giorni.