Giorno della Memoria Voghera dedica una mostra a Provenzal

La Soms di Voghera dedica la "Giornata della Memoria" a Primo Levi (1919-1987), nel 25esimo anniversario della morte, con lo spettacolo "Il fumo saliva lento, voci della Shoah", domani alle 21,15, al cinema teatro Arlecchino. Saranno eseguite musiche dall'ensemble cameristico "Gli Eleuteri" . Alessandra Genola ed Emanuele Arrigazzi leggeranno branitratti da: "Se questo è un uomo" di Primo Levi; "Milena" di Margarete Buber Neuman; "Le donne di Ravensbruck" di Lidia Beccaria Rolfi e Anna Maria Bruzzone; "Ad Auschwitz c'era un'orchestra" di Fania Fenelon; "Sonderkommando Auschwitz" di Sholmo Venezia; "Lettere" di Louise Jacobson. Ricerca, adattamento e regia di Alessandra Genola. Musiche di K. Weil , J. Williams, Shostakovic, A. Piazzolla, G. Puccini, N. Piovani. Ingresso posto unico euro 5. di Roberto Lodigiani wVOGHERA Bastò un tratto di penna, la firma del re sulle vergognose leggi razziali, per trasformare Dino Provenzal da brillante scrittore, garbato umorista e apprezzato dirigente scolastico in nemico della patria e della purezza ariana. Allontanato dall'insegnamento - era preside del liceo Grattoni - dopo l'armistizio dell'8 settembre del '43 fu costretto a darsi alla macchia e a lasciare Voghera per rifugiarsi nella natia Livorno fino alla liberazione. Il fratello Federico, meno fortunato, fu arrestato e deportato ad Auschwitz, dove morì. A Provenzal, ebreo vogherese, in occasione del Giorno della Memoria 2012, l'assessorato comunale alla Cultura, a 40 anni dalla morte, dedica una mostra documentaria che si terrà alla sala Pagano di piazzetta Battisti da venerdì al 4 febbraio. Accanto alla riproduzione delle prime pagine di quotidiani nazionali del 1938, significative del clima di odio che si andava creando anche in Italia, sulla scia dell'alleato germanico, la mostra valorizza l'epistolario che Provenzal intrattenne, sul tema delle leggi razziali, con intellettuali e amici, prima, durante e dopo la guerra. Un ricco patrimonio comprendente anche manoscritti inediti, conservato all'Archivio storico del Comune e già oggetto di un prezioso lavoro di inventariamento da parte dell'ex direttore Scrollini. «Provenzal _ spiega la nuova direttrice dell'archivio, Natalia Stocchi, che ha curato l'iniziativa coordinando le ricerche degli studenti della sezione classica del Galilei _ non fu mai un ebreo osservante. Si era convertito al cattolicesimo nel 1926, la moglie era ariana, i figli Alessandro, Emilia e Nella battezzati in chiesa e quindi non perseguitati». C'è chi sussurra anche di una sua richiesta di iscrizione al partito fascista negli anni Trenta. «In effetti, tessera o non tessera, Provenzal non fu un oppositore in senso stretto del regime _ sottolinea Stocchi _ pur criticandone alcuni aspetti. E in ogni caso l'iscrizione al Pnf era praticamente un obbligo per i dipendenti pubblici». Eppure, malgrado il distacco dalla religione, il quasi allineamento al sistema, la famiglia ariana o arianizzata, dopo le leggi razziali, Provenzal paga la sua origine come migliaia di altri ebrei. Salta la cattedra al Grattoni, nessun editore pubblica più i suoi libri e nelle lettere traspare la preoccupazione degli amici intellettuali per quello che potrà essere la sua vita senza l'insegnamento e la gioia e la soddisfazione dello scrivere e pubblicare. Il peggio arriva con il '43 e l'occupazione nazista, Provenzal nel timore di essere catturato, si nasconde alla biblioteca Ricottiana, in un locale raggiungibile solo attraverso una botola, con la complicità dell'allora direttore Mazza; da qui per vie traverse, raggiunge con la moglie la Toscana e la salvezza. Per lunghi mesi vive separato dalle figlie, rimaste a Voghera dove non corrono pericoli pur essendo accusate di propaganda anglofila dalle autorità repubblichine. A Livorno, nell'immediato dopoguerra, Provenzal dirige il quotidiano Il Tirreno, poi torna a Voghera e all'amato Grattoni. Muore nel 1972, a 95 anni. "Le sue opere _ ricorda Stocchi _ non sono mai state rieditate. Un peccato". Ma forse anche un'opportunità per il Comune e la città di Voghera, per una rivisitazione del pensiero di quest'uomo straordinario, sopravvissuto alla violenza e alla follia dell'odio razziale. La mostra documentaria "Dino Provenzal e le leggi razziali" resterà aperta presso la sala Pagano di piazza Battisti con i seguenti orari: da lunedì a sabato dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17. Per le scuole è possibile prenotare la visita telefonando al numero: 0383.336328.