A Boatti il premio Carlo Bordoni
PAVIA La festa di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti, a Pavia è stata la giornata di Giorgio Boatti, giornalista e scrittore pavese che ha ricevuto il premio «Monsignor Carlo Bordoni». Alla ricorrenza annuale, introdotta dal vescovo monsignor Giovanni Giudici, il relatore è stato Walter Passerini, giornalista esperto di economia e lavoro e docente di giornalismo alle università Statale e Cattolica. Passerini ha insistito sull'etica della responsabilità della professione, sul cattivo giornalismo che ne deriva quando un direttore e un corpo redazionale si occupano esclusivamente di scrivere e pubblicare quello che più fa piacere al lettore. «Credo che molti tra quanti acquistano i giornali chiedano anche di essere guidati. Soprattutto però è compito del giornalista - e il ragionamento vale per tutte le persone responsabili - quello di affermare cose che possono persino risultare sgradevoli e che nel breve periodo comportano scarso consenso ma che nel tempo avranno il merito della lungimiranza». Boatti, collaboratore della Stampa e della Provincia Pavese, prossimo alla pubblicazione per Laterza del libro Sulle strade del silenzio, viaggio per monasteri d'Italia e spaesati dintorni, ha ricevuto il premio Bordoni con la motivazione di penna «sempre attenta ai grandi fatti nazionali ed internazionali, ma anche delle vicende della provincia di Pavia». Ed è proprio su questo punto che Boatti ha voluto soffermarsi: «Questo premio mi rende davvero orgoglioso perché mi fa sentire parte di una comunità, una comunità verso la quale sento di avere anche dei doveri molto precisi».