Truffa della benzina, condannato

TORRE BERETTI La Corte di Cassazione ha condannato in via definitiva il vigile urbano Matteo Varliero e il Comune ha deciso di licenziarlo: il segretario comunale Francesco D'Angelo ha avviato il procedimento disciplinare di scioglimento del rapporto di lavoro. La Cassazione, dunque, ha rigettato il ricorso di Varliero, difeso dagli avvocati Marco Venturino e Pierpaolo Berardi di Asti, confermando la sentenza d'appello: truffa aggravata in concorso con il benzinaio Aldo Baldo e falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, con pena di 13 mesi di reclusione rideterminata per l'intervenuta prescrizione degli episodi più vecchi. Oltre alla condanna penale, Varliero dovrà pagare una multa di 1.000 euro e rifondere le spese legali. Il caso era stato sollevato alla fine del 2004 dall'allora sindaco Fabio Lambri, che aveva presentato un esposto alla magistratura sull'eccessivo consumo di carburante dell'automobile in dotazione alla polizia locale. Nel processo il Comune si era costituito parte civile. In nove mesi la Fiat Punto immatricolata nel 1997 aveva percorso circa 5mila chilometri, consumando 3mila litri di carburante: in media, 1,65 chilometri con un litro. La situazione era stata definita anomala dal Comune, che si era rivolto alla Procura di Vigevano. Era stata condotta un'indagine amministrativa, che aveva portato alla raccolta di dati, cifre e fatture. Un'officina autorizzata Fiat aveva anche effettuato una perizia sul mezzo di trasporto, risultato in perfette condizioni: non c'erano perdite di carburante e il serbatoio era a posto. Secondo il Comune, l'elevato consumo eccessivo di carburante aveva provocato un esborso eccessivo di denaro pubblico. Gli avvocati di Varliero non commentano la decisione della Corte di Cassazione: «Non abbiamo nulla da dire». Umberto De Agostino