Derthona, difesa e rosa completa i segreti dei tanti successi

TORTONA Undici vittorie consecutive, otto punti di vantaggio sul gruppo delle seconde. E' un Derthona griffato Orsi da record. In campionato sta viaggiando a marce altissime. Finora ha perso solo una volta, per due punti nel finale a Cantù. Alla terza di ritorno può già dirsi concluso il campionato? «Stiamo facendo quello che ci aspettavamo – dice il direttore generale Luigino Fassino – Il valore aggiunto è derivato da un gruppo di ragazzi eccezionali, che hanno sempre voglia di migliorare, si allenano con passione. In più c'è un allenatore che ha saputo dare basi solide, che cura il dettaglio, sa come far rendere al meglio tutta la rosa, compresa la crescita dei nostri giovani». Le doti del Derthona che stanno facendo la differenza sono la solidità difensiva e la completezza della rosa. Derthona ha la seconda migliore difesa di tutta la C1 (974 punti, meglio Trapani a 963). Con il tempo la squadra è cresciuta anche in attacco. La rosa affidabile è invece una caratteristica che poche squadre in C1 possono vantare; molte eccellono soprattutto nel quintetto base e poi si trovano in difficoltà alle prime assenze. Così non è al Derthona, che ha saputo ammortizzare in momenti differenti lunghe assenze; prima i lunghi Ganguzza e Mozzi, ora il realizzatore Degrada e l'affidabile Campeggi. «I risultati arrivano in condizioni favorevoli ma anche in situazioni non facili – commenta coach Antonello Arioli – la nostra capacità è non concedere nulla alle squadre in rimonta». C'è poi il dato del pavese Marco Quaroni, playmaker di grande spessore come migliore realizzatore del girone, con 17,61 punti a partita, mentre Maurizio Pavone è il secondo rimbalzista in assoluto del girone A, con 10,22. La squadra è già qualificata per le final eight di Coppa nazionale, in campionato vola, ma guai a dare tutto per risolto, ammonisce Fassino: «La formula è malefica, non garantendo la promozione nemmeno a chi vince largamente il girone. In primavera tutto si rimette in discussione». Stefano Brocchetti