Amianto, raffica di no ai progetti della Regione
di Linda Lucini wBRONI Inaccettabili e quindi respinte al mittente. Non ci sono state mezze misure da parte degli ambientalisti nel giudicare le proposte portate ieri a Broni dall'assessore regionale all'Ambiente Daniele Belotti sullo smaltimento amianto della ex Fibronit e all'uscita dalla riunione, tenutasi in sala Consiglio del Comune di Broni accompagnato da un tecnico, hanno firmato un comunicato unitario di solenne bocciatura dell'idea di realizzare a Broni un impianto pilota per lo smaltimento dell'amianto, oltre a sollecitare interventi per risolvere al più presto la questione bonifica in sicurezza e a tutela della salute degli abitanti. Unica nota fuori dal coro dei no è stata quella di Silvio Mingrino, presidente dell'Avani (Associazione delle vittime dell'amianto). Oltre all'assessore Belotti ieri in municipio erano presenti un tecnico regionale e un rappresentante di Infrastrutture Lombarde. Dall'altro lato del tavolo Andrea Astanti (Comitato di Difesa Ambiente Broni ) Costanza Pace (Associazione Italiana Esposti Amianto- Broni ed Oltrepo) Gilberto Pacchiarotti (Wwf) Renato Bertoglio e Gigi Vecchi (Legambiente) e i giovani Mauro Negri e Giusy Vinzon che hanno costituito su facebook il gruppo «Broni contro l'amianto», oltre all'Avani. Presenti anche il sindaco Luigi Paroni e l'assessore all'Ambiente Mario Fugazza e i capigruppo dei gruppi di maggioranza e minoranza di Broni, la Provincia di Pavia rappresentata dall'assessore all'Ambiente Alberto Lasagna e il consigliere regionali Giuseppe Villani. L'assessore regionale ha presentato la situazione di «enorme difficoltà» per la bonifica Fibronit dovuta sostanzialmente «alla mancanza di finanziamenti adeguati», ha poi riproposto tra le soluzioni un mega impianto che lui ha chiamato innovativo, ma che le associazioni giudicano come sperimentale per inertizzare grandi quantità di amianto ed ottenere dai ricavi dello smaltimento i fondi per la bonifica Fibronit. Un'ipotesi alla quale lui tiene molto e che è stata elencata insieme ad altre due ipotesi: una discarica nell'area Fibronit (solo per il materiale di Broni) un sito più grande a Broni o nei paesi vicini per smaltire materiale a livello provinciale. Quattro i punti del documento degli ambientalisti a cominciare dal sollecito della bonifica integrale del sito Fibronit («è inderogabile anche perché da tempo è stata oggetto di protocolli d'intesa con tutti i livelli istituzionali») e dell'arrivo dei fondi («è una priorità ottenere i finanziamenti già decisi»). Gli ambientalisti si rifanno all'esperienza di Casale Monferrato dove lo smaltimento è stato risolto con due discariche una sul sito, l'altra fuori città e chiedono lo smaltimento «con la massima garanzia di sicurezza e tutela della salute e dell'ambiente da parte delle istituzioni e la partecipazione al controllo da parte di rappresentanti dei cittadini». Infine il no secco all'impianto di inertizzazione ad alta temperatura ritenuto inaccettabile. «Non si può mettere un impianto sperimentale in un'area già falcidiata dalle vittime dell'amianto», dice Costanza Pace. «L'incontro è una delle tappe dell'impegno che mi ero preso di raccogliere ogni proposta in merito alla vicenda Fibronit– dice il sindaco Paroni – Stiamo lavorando per trovare tutte le soluzioni possibili, ma la strada e lunga. Faremo ulteriori approfondimenti e valuteremo costi e sicurezza tenendo presente che le associazioni si sono schierate per il no all'impianto. Comunque se ne parla nel 2014/2015. Prima bisogna terminare la bonifica vera e propria».