Baldiraghi: «Tirando così inevitabile perdere»
FERENTINO (FR) Una Pavia in emergenza è stata costretta alla resa su un campo molto difficile, dove finora Ferentino è stata sconfitta solo una volta (da Capo d'Orlando). Dopo un buon primo tempo, nella ripresa la Paul Mitchell è stata costretta a concedere molto a rimbalzo, e nel finale ha pagato dazio con due grossolani errori in fase difensiva che sono costati la sconfitta. Soddisfatto a metà quindi il coach dei pavesi: «Abbiamo giocato una buona partita, soprattutto nei primi due periodi – dice Massimiliano Baldiraghi –. Privi del nostro playmaker titolare Borgna e con Cazzaniga influenzato non eravamo nelle migliori condizioni. Abbiamo fatto una partita coraggiosa, ma nel secondo tempo siamo un po' calati di intensità e abbiamo perso anche i punti di Maggio, che nel primo tempo aveva segnato 13 punti. Gli altri non sono riusciti a trovare la stessa continuità in campo». Nonostante questo Pavia è arrivata al pareggio, ma è scivolata nel finale. «Siamo molto scontenti dell'arbitraggio – continua l'allenatore – perché è stato un po' troppo "casalingo". Il metro di giudizio è cambiato a seconda delle circostanze e questo fa arrabbiare. Nel finale eravamo anche sotto di 8 punti, poi siamo riusciti a pareggiare, poi però abbiamo commesso due ingenuità. Ferentino ha perso in casa una sola volta, e tirando con il 24% da tre punti, con 2/10 nel secondo tempo, non potevamo che perdere. La zona di Ferentino ci ha fatto parecchio male e se non fai canestro tutto diventa inutile». Non parla degli arbitri Ferentino Gramenzi, coach dei padroni di casa: «Siamo cresciuti dal terzo periodo in poi, con grande presenza a rimbalzo – spiega –. Ho ricevuto segnali positivi dai lunghi, con giocatori come Iannuzzi e Ihedioha in costante crescita. Per noi è la conferma di aver fatto bene a puntare sui giovani. Pavia veniva da cinque vittorie nelle ultime 6 gare e ha giocato con la giusta tranquillità, vincere per noi non era affatto scontato». Alessandro Andrelli