Museo della Ducati, la storia siamo noi
Non è un mistero per nessuno che la Ducati è un'azienda all'avanguardia tecnologica, uno dei fiori all'occhiello dell'industria nazionale. I suoi bolidi su due ruote rivaleggiano sulle piste del mondo con i colossi giapponesi, oppure fanno bella mostra di sé in film o spot americani. Meno sotto i riflettori, almeno finora, è stato invece l'aspetto che riguarda l'heritage della casa di Borgo Panigale (un quartiere di Bologna). Quella capacità nostrana di abbinare la passione per i motori a una tradizione che trae linfa vitale dalla propria terra. Quella terra, l'Emilia-Romagna, che con il beneplacito del ministero per i Beni e le Attività culturali ha deciso che l'archivio e il museo della casa motociclistica bolognese hanno un interesse storico e culturale tale, da poter essere inseriti nell'elenco dei beni archivistici situati nel territorio. Viene da pensare, e spesso è qualcosa che si dimentica, che sono state proprio le grandi e piccole aziende a fare un pezzo di storia del nostro Paese. Dunque un riconoscimento del genere non sembra per nulla peregrino. Anche perché i documenti e i brevetti dell'Ufficio tecnico, insieme con la collezione di moto e motori conservata nel museo Ducati, offrono uno spaccato industriale fedele dell'Italia dal 1946 fino ai giorni nostri, ma soprattutto spunti interessanti per la storia contemporanea non solo della Penisola. In quelle carte, in quei modelli, c'è poi anche l'evoluzione tecnologica di un marchio. Dalla fondazione nel 1926, quando Adriano, Bruno e Marcello Cavalieri Ducati si occupavano di materiale radioelettrico, alla nascita dello stabilimento di Borgo Panigale, distrutto dai bombardamenti nel 1944 e ricostruito due anni dopo. Giusto in tempo per dar luce al Cucciolo, il primo motore ausiliario per biciclette. Dai ferventi anni '50, quando ebbe avvio il progetto del sistema desmodromico, al trentennio successivo, che ha regalato una messe di modelli importanti e le affermazioni nelle competizioni motoristiche internazionali. Fino ai giorni nostri, e al definitivo rilancio del made in Italy su due ruote con modelli come Monster, Multistrada, Diavel, e l'ultima Ducati Panigale. Una storia, malgrado i tempi difficili, ancora tutta da scrivere. ©RIPRODUZIONE RISERVATA