«Ponte delle Barche, lavori a peso d'oro»

ZERBOLO' La ghiaia che impedisce al ponte di barche di galleggiare verrà tolta, ma l'operazione non convince i cittadini di Zerbolò e Bereguardo che fanno parte del Comitato Ticino 2000. «Siamo perplessi per i costi eccessivi dell'intervento e anche per il modo in cui si intende procedere» dicono, criticando il fatto di «essere stati esclusi dagli incontri che finora si sono svolti tra gli enti competenti proprio sulla questione del ponte». «Siamo stati i primi a porre il problema della ghiaia e a chiedere di spostarne i cumuli – spiega il portavoce Carlo Maiocchi -. Siamo sempre stati convinti che la grande quantità di materiale ghiaioso accumulata nel letto del fiume, a ridosso del ponte, danneggiasse la struttura, nata per galleggiare». Ora il Comitato teme che il nuovo intervento possa determinare ulteriori problemi. Dalla Provincia, l'assessore ai Lavori pubblici, Maurizio Visponetti, spiega: «Le riunioni convocate dalla prefettura erano rivolte alle istituzioni. Comunque nei prossimi giorni incontrerò il comitato. Il progetto è stato redatto da tecnici che devono rispettare una normativa regionale che obbliga a spostare la ghiaia e ricollocarla a breve distanza e in un punto determinato». Ma secondo Maiocchi «sembra troppo elevato il costo dell'operazione, circa 60-70 mila euro per trasferirla pochi metri più a valle. Non bisogna dimenticare che più a valle ci sono strutture fisse, un bar, un imbarcadero e un altro esercizio commerciale, che avrebbero bisogno di tante cose meno che di altra ghiaia, avendone già in abbondanza. La ghiaia va portata via e se non la si può vendere, allora si potrebbe dare ai comuni vicini con l'obbligo di farne un uso strettamente locale". E poi il Comitato ricorda che la precedente amministrazione provinciale aveva già cercato di risolvere il problema della ghiaia, prima realizzando il "pennello" a monte della struttura e poi la "palancolata" a valle, costata 300mila euro, "ma senza ottenere alcun risultato". (st.pr.)