Il New Bridge cola a picco Coach Sacchi si dimette
PAVIA L'inaspettata sconfitta casalinga del Basket Bridge sponsorizzato Edimes contro Alessandria nell'anticipo di venerdì sera al PalaRavizza provoca un terremoto, con le dimissioni di Roberto Sacchi. A fine partita il coach non entra neppure nello spogliatoio. A Carrera che gli chiede per l'allenamento di lunedì risponde in modo vago, quindi chiama il dirigente Paolo Quacci e gli comunica le sue dimissioni. «Irrevocabili – sussurra Sacchi – siamo stati imbarazzanti contro Alessandria. Se il problema sono io, mi faccio da parte, ma sono sereno e ho la coscienza a posto di aver fatto il massimo». Dopo una riunione fiume, la società pavese ha emesso un comunicato: «Si prende atto e si accettano le dimissioni di coach Sacchi ringraziandolo per il lavoro svolto e per la posizione in classifica attuale. Si sta attentamente valutando la situazione in merito alla sostituzione della guida tecnica che pensiamo sia operativa già da lunedì alla ripresa degli allenamenti. Siamo delusi dal risultato e da come è maturato dopo una settimana di buoni allenamenti». Fra i coach contattati c'è stato anche Massimo Fiume, che però ha declinato l'invito. Ora la squadra è in mano all'assistente Giovanni Noli, in attesa che la società prenda le sue decisioni. Certo che lo spettacolo offerto venerdì sera è stato deludente, Andrea Conti ha navigato in mezzo a tempeste anche peggiori e da buon capitano non si sottrae alle domande: «Questa sconfitta è figlia delle nostre ultime prestazioni. Voglio andare giù duro e dico che tutti noi giocatori dobbiamo guardarci dentro. Non tutti contro Alessandria hanno dato quanto potevano e questo mi dà parecchio fastidio. Dobbiamo essere umili, avere il coraggio di dire di aver sbagliato e mettersi sotto a lavorare a testa bassa». Le affermazioni di Conti fanno presagire uno spogliatoio spaccato, dove non tutti remano nella stessa direzione, con contrasti tra alcuni giocatori e l'allenatore. Contro Alessandria si sono notati con una difesa molle e costantemente in ritardo, la bellezza di 26 palloni (di cui 12 nel solo terzo periodo) persi, il doppio dei recuperi e in attacco di scaricare il pallone senza prendersi la responsabilità di un tiro e avere un tracollo fisico e tecnico negli ultimi due quarti: «Il basket è uno sport di squadra – continua Andrea Conti – mi spiace dirlo ma alla diciassettesima giornata credo sia giunto il momento, e io come capitano per primo, di fare un serio esame di coscienza. Credo di essere il primo a dare tutto in campo, ma è ora di valutare se siamo professionisti o siamo qua solo a rubare lo stipendio. Cosa mi aspetto dalla società? Hanno fatto e stanno facendo di tutto per creare un gruppo vincente. Sono stati firmati due nuovi giocatori, siamo in dodici per essere pronti per ogni evenienza. E' libera di fare quello che vuole e noi ci dovremo adeguare». Maurizio Scorbati