D'Amico: «Con i giovani c'è più qualità»

VOGHERA Prima c'era Colombo, da dicembre c'è Cascino. D'Amico come vicino di spogliatoio è passato dall'avere l'uruguaiano Colombo, 29 anni, a Cascino, 18 anni da compiere. Il cambio di compagno di spogliatoio è una metafora di quello che è successo nel gruppo vogherese. I giovani sono la maggioranza nella rosa di una gruppo che vince consecutivamente da due gare (nessuno nel girone B ha fatto meglio). La linea verde sta dando i suoi risultati con chiocce come D'Amico, Colicchio, Priolo e Cavalli (finalmente domani è a disposizione perché il transfer è arrivato) che sono in parte responsabili della crescita dei giovani. «Mi sento una chioccia – dice Pato – perché il ruolo del veterano non è solo tecnico in una categoria che ha come denominatore comune i giovani. Adesso c'è un'idea comune, tutto è più chiaro e ognuno dà il 100%». La giovane età del Voghera inserita in un ambiente più cristallino: finora la combinazione ha portato soddisfazione, ma per capire se sarà una costante occorre continuare a vincere (e convincere come gioco) domani in trasferta a Fidenza. E' vero che il Voghera ha più determinazione e meno qualità? «No – ribatte – non penso sia così, per me abbiamo più qualità di prima. Non che i giocatori che c'erano prima non l'avessero, ma ora c'è più responsabilità anche sul gioco e meno confusione. Prima nello spogliatoio c'erano troppe idee diverse». Adesso anche in fatto di musica c'è l'accordo più assoluto. «Metto ‘Depende' degli Arabe de Palo, c'era prima un momento in cui si metteva la musica ma non la seguivano: troppe idee diverse», con Arenella che si alterna come dj del gruppo. «È il più sensibile, mette musica che io non capisco». Per un trentenne stare in un gruppo composto prevalentemente di giovani cambia anche le dinamiche con cui ci si relaziona. «Io non sono uno che bastona i giovani, a 37 anni mi sento uno di loro, perdòno tutto tranne la mancanza di personalità, chi non osa». E qui salta fuori il «sangue caliente» che scorre nel corpo di D'Amico, prerogativa anche di altri elementi. «Mi considero generoso come D'Errico, per responsabilità sono vicino a Troiano e per stile a Conti». Domani potrà dare il suo apporto in campo anche Cavalli che ha in comune con D'Amico un passato da professionista. «Quando parla mi viene in mente il mio passato, lui è un giocatore che ha fatto grandi categorie, tutti gli elementi esperti sono importanti». Ognuno con una qualità differente. «Colicchio è la persona più intelligente che ho incontrato nel calcio, Priolo non si rilassa mai e fa valere le sue opinioni, Cavalli è estremamente umile e Giacomotti è un allenatore che rispetta gruppo». Il Voghera insomma è entrato in una nuova dimensione. «Liberi di testa, dal cuore felice, attenti a non sottovalutarci». E a non sottovalutare il Fidenza, anche se è ultimo in classifica. Marco Quaglini