Statella va di corsa per salvare il Pavia «È una bella sfida»
Claudio Sangiorgio per la gara interna di domani contro il Taranto deve fare a meno degli squalificati Giuseppe Statella e Gabriele Puccio, espulsi domenica e squalificati. Il tecnico azzurro deve anche rinunciare a Jacopo Dall'Oglio, alle prese con lo stiramento del legamento collaterale, oltre che a Mavillo Gheller, fuori rosa. Rientra dalla squalifica il capitano Lorenzo Carotti (foto) e sono tutti disponibili gli altri, visto che anche i lievi acciacchi sono rientrati. Il Taranto arriva a Pavia forte del suo secondo posto in classifica: in trasferta ha perso solo una volta, 2-1 a Benevento quasi tre mesi fa, mentre le vittorie sono quattro. I pugliesi hanno una difesa pressoché impenetrabile: soltanto 7 gol subiti in 19 gare, appena 3 nelle 9 gare disputate in trasferta. Intanto, dopo Sprocati e Chessa, il Pavia ha comunicato il trasferimento - sempre con la formula del prestito con diritto di riscatto - di un altro giovane della Berretti: si tratta di Nicolò Tonon, che va all'Atalanta. di Luca Simeone wPAVIA «L'avessi saputo, il mio amico Scappini l'avrei fatto andare in porta, a rischio di farlo segnare. Stare fuori e non poter aiutare i compagni mi brucia tantissimo». Quello di domenica con il Sorrento è stato un esordio con finale amaro per Giuseppe Statella, 23 anni, terzo rinforzo del Pavia in questo mercato invernale. L'ingresso del tornante ex Bari (che gli ha fatto altri due anni di contratto) ha vivacizzato la squadra, sotto 0-1, e lui ha pure sfiorato il gol. Poi, quella palla persa a centrocampo, la disperata rincorsa su Scappini - suo ex compagno nell'Under 20 di Lega Pro - e il fallo in area costato l'espulsione (con relativae squalifica per un turno) e il rigore dello 0-2. «Un peccato, perché sullo 0-1 c'era ancora tempo per recuperare – racconta Statella – e poi la partita l'avevamo fatta bene, il Sorrento non è che avesse combinato granché. Ero fermo da parecchio, ma l'adrenalina mi aveva aiutato a entrare bene in partita. Poi quell'errore banale a centrocampo: mi sono girato male e ho perso palla. Ho cercato di rimediare, e in area volevo prendere il tempo a Scappini, ma lui è stato bravo». La condizione poco alla volta sta arrivando: «Non sono al top ma mi sto allenando tanto e mi sento bene. Vedrò di farmi trovare pronto per il Carpi». Calabrese della provincia di Reggio, appassionato di automobili, Statella ha esordito in serie B nel 2007-2008 con Antonio Conte. «Umanamente e tecnicamente una grandissima persona – dice Statella – mi ricordo quanto ci faceva correre, e i risultati li ha sempre ottenuti, portando Bari e Siena in serie A, ancora prima che con la Juventus». Dopo la stagione dell'esordio col Bari, Statella andò in C1 al Benevento, con cui disputò la finale play off contro il Crotone, perdendola. L'anno successivo il ritorno in B, prima con la Salernitana e poi col Torino, con cui disputò anche la finale play off contro il Brescia per salire in serie A: «Anche questa persa, non sono stato molto fortunato – dice – ma l'esperienza al Torino è stata bellissima, nel club più blasonato della B. Giocavo assieme a gente che avevo visto solo in tv, ad esempio Rolando Bianchi, che era stato uno dei miei idoli visto che io sono reggino, e avevo un tecnico come Colantuono». L'anno dopo ancora in B, al Grosseto: «Ma le cose non andavano bene e ho cambiato per andare ad Andria, in Prima divisione, dove mi voleva il mio vecchio allenatore Papagni. Non ci ho pensato due volte». Così come quando ha scelto Pavia: «Avevo altre richieste ma il mio procuratore e il mio compagno di squadra al Bari, Borghese, mi hanno spinto ad accettare Pavia. Se l'ultimo posto in classifica mi ha frenato? Per niente, mi piacciono le sfide, mi stimola rimettermi in gioco. Credo che al Pavia basti poco per cambiare il campionato. Domenica non si vedeva tutta questa differenza in classifica tra noi e il Sorrento: loro sono stati solo più cinici, ma il nostro gruppo è buono e la reazione dopo lo 0-1 c'è stata». E Statella vuole dargli una mano: «Che giocatore sono? Più che la tecnica è la corsa il mio vero punto di forza, mi muovo molto sulla fascia e do una mano anche in difesa». ©RIPRODUZIONE RISERVATA