Liberalizzazioni, il giorno della verità
di Gabriele Rizzardi wROMA «Il Pdl non starà a guardare e valuterà i singoli aspetti del provvedimento senza fare sconti e senza accettare cambiali in bianco». Alla vigilia del consiglio dei ministri che oggi varerà le attesissime liberalizzazioni, che dovrebbero riguardare oltre ai taxi e le farmacie anche il nodo delle frequenze Tv (per le quali è già pronto un provvedimento di tipo amministrativo) e le semplificazioni normative, Silvio Berlusconi alza il prezzo del suo «leale» appoggio al governo. Il passaggio è stretto, la posta in gioco è alta e l'ex premier, che ieri ha riunito a palazzo Grazioli lo stato maggiore del Pdl, ha cominciato a ragionare sulla strategia da adottare qualora il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, dovesse annullare il cosidetto "beauty contest" che prevede la cessione gratuita delle frequenze Tv. Secondo quanto riferito da Antonio Di Pietro, il provvedimento che «congela» la concessione gratuita delle frequenze digitali (non sarà un decreto legge perché non ci sono i requisiti di necessità e urgenza) dovrebbe essere approvato oggi stesso, subito dopo il consiglio dei ministri. La delicata questione ieri è stata al centro di continue telefonate e poi di un difficile faccia a faccia tra una delegazione del Pdl e il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Antonio Catricalà. Ed è molto probabile che di frequenze Tv si sia parlato anche al Quirinale, dove ieri sera Mario Monti è salito per illustrare a Giorgio Napolitano il piano delle liberalizzazioni sul quale l'intero governo si gioca la faccia. Gli interessi in gioco sono parecchi e fortissimo è il pressing delle tante lobby che non intendo rinunciare ai privilegi e promettono battaglia. Ma in agitazione sono anche i partiti. E i distinguo non mancano. Il Pd, ad esempio, apprezza l'iniziativa del governo ma chiede che le liberalizzazioni riguardino «tutti» i settori mentre il Terzo Polo assicura che saranno prese tutte le misure «attese» dai lavoratori e dalle famiglie. A promuovere il governo, seppure con riserva, è anche l'Idv che non vuol sentir parlare di privatizzazione dell'acqua ma «apprezza» il pacchetto di liberalizzazioni. «Anche se non ne abbiamo ancora discusso, il nostro sì è molto probabile» taglia corto Massimo Donadi. Le preoccupazioni maggiori vengono invece dal Pdl. «Non siamo a caccia di pretesti per mettere in difficoltà Monti ma speriamo che il governo recepisca la nostra visione» spiega Angelino Alfano, che all'ora di pranzo si presenta al Senato insieme a Cicchitto e Gasparri per una conferenza stampa che serve ad illustrare le 13 proposte del partito sulle liberalizzazioni. E subito appare evidente che la tabella di marcia messa a punto da Monti sarebbe da riscrivere. «Liberalizzazioni sì, ma con la giusta gerarchia e senza uccidere mestieri e professioni» dice Alfano, che mette ai primi posti energia, trasporti, servizi pubblici locali, banche e assicurazioni. Nella lista stilata a palazzo Grazioli, le farmacie e i taxi sono al dodicesimo e al tredicesimo posto. Il Pdl presenterà emendamenti? Alfano non ha dubbi: «Il governo ha il dovere di presentare delle proposte e noi abbiamo il diritto e il dovere di presentare le nostre. L'esecutivo propone e il Parlamento ratifica, ma senza un obbligo evangelico». ©RIPRODUZIONE RISERVATA