Broni, discarica sotto le finestre
di Simona Bombonato wBRONI A cinque metri in linea d'aria, proprio sotto le finestre delle camere da letto, un cumulo di gomme di auto abbandonate. A occhio, un rettangolo nero pece di circa tredici metri per tre, alto almeno due. Basta alzare lo sguardo e si incrocia la copertura di amianto sfaldata, un'altra decina di metri di lunghezza. Dal davanzale la distanza è minima. «Ecco, noi viviamo in queste condizioni. Non sappiamo più a chi rivolgerci. D'estate dobbiamo tenere le finestre chiuse per il cattivo odore. Ma il punto è che qui c'è pericolo. E ci sono i bambini». Mario Bassi, pensionato di 74 anni, parla per sè e a nome delle altre tre famiglie che abitano nella palazzina al 47/C di via Marconi. Sono tre famiglie di anziani e una coppia giovane di albanesi con un figlio. Quattro appartamenti in tutto disposti sui due piani dell'edificio che si trova in fondo alla strada. Davanti, l'officina "Pozzi auto" di Claudio Povia e le gomme accatastate nel retro del capannone, retro che confina con il cortile di accesso della palazzina. Dietro, invece, l'amianto e un carico di pneumatici che qualcuno «ha buttato di notte». «Siamo assediati – ripete Bassi – La situazione va avanti da almeno quattro anni. Abbiamo segnalato ai carabinieri, all'Asl di Pavia, alla guardia forestale. Anche il Comune sa, ma nessuno fa nulla». La discarica abusiva si troverebbe su un'area artigianale dismessa di proprietà privata. «Non sappiamo più a chi chiedere aiuto e come fare per tornare finalmente a essere padroni di vivere a casa nostra». Dall'officina Pozzi il titolare precisa: «Rispondiamo solo delle gomme della nostra officina – ha spiegato – Gomme separate da un cancello che facciamo portare via quando raggiungiamo i duecento pezzi, una volta l'anno. Ciò che c'è dall'altra parte del palazzo non dipende da noi». Interpellato sulla vicenda il Comune ha preferito non pronunciarsi.