Morì a 19 anni, assolto investitore

PAVIA Stava tornando a casa in motorino, quel 23 novembre del 2009, quando venne urtata da un'Alfa 147 all'incrocio per Sommo, sulla provinciale 193. Alice Meneghini, una ragazza di Sommo, morì in ospedale poche ore dopo lo schianto. Aveva solo 19 anni. Per quell'incidente era finito a giudizio, per omicidio colposo, Danilo Valeggi, il giovane di 25 anni di Zinasco che era alla guida dell'auto. Ieri mattina il ragazzo, difeso dall'avvocato Filippo Zaffarana, è stato assolto dal giudice Pietro Balduzzi. Le motivazioni della sentenza saranno depositate solo fra qualche settimana, ma secondo quanto emerso dal dibattimento, il processo non avrebbe raggiunto certezze su una responsabilità del giovane nell'incidente. Secondo la perizia che era stata disposta dalla procura, l'imputato aveva sorpassato il motorino, che precedeva la macchina, all'altezza dell'intersezione per Sommo, quindi in un punto in cui quella manovra non sarebbe stata consentita. Durante il sorpasso, sempre secondo la ricostruzione dell'accusa, l'automobile aveva urtato il motorino, che stava svoltando a sinistra verso il paese. «Ma non è stata raggiunta nessuna prova che la dinamica sia stata questa – spiega l'avvocato Zaffarana –. Non è emersa neppure alcuna certezza sulla velocità dei veicoli né sul punto d'urto e sulla posizione dei mezzi prima dell'impatto». Secondo la difesa, peraltro, la ricostruzione dell'incidente sarebbe questa: la ragazza avrebbe svoltato a sinistra all'improvviso e il giovane non sarebbe riuscito ad evitarla. (m. fio.)