«Una vera famiglia per ritrovare fiducia e voglia di vivere»

ZERBOLO' Nadia Bregoli è la responsabile della casa di accoglienza di Zerbolò. «La "casa madre", la struttura che è nata per prima, è quella di Besate, e si occupa dei bambini dai 3 ai 12 anni - spiega -. La nostra casa di accoglienza è nata dall'esigenza di allargare il servizio offerto e di trovare una sistemazione anche per i ragazzi dai 12 ai 18 anni. Avendo a disposizione una struttura spaziosa, ci occupiamo sia di ragazzi che di madri con i bambini. L'abitazione è su due piani: c'è la Casa di Cesare, dove ci sono i ragazzi, e Villa Edvige dove ci sono invece le mamme. Tutte queste persone ci sono affidate da un decreto del tribunale a causa della situazione di disagio che si trovavano a vivere.» Come siete organizzati? «Abbiamo 15 volontari che si dividono sui due piani, poi collaboriamo con i servizi sociali e con esperti in psichiatria per offrire non solo un supporto fisico, ma anche psicologico. Portiamo avanti progetti individualizzati con l'obbiettivo di rendere i ragazzi e le madri autosufficienti e autonomi. Sono persone che arrivano da realtà di grande disagio, da maltrattamenti da parte di familiari. I ragazzi di solito ci sono mandati in affido o in adozione. Sono situazioni difficili e delicate, infatti cerchiamo di offrire non solo un servizio professionale, ma anche di creare un clima familiare, come se fossimo tutti una grande famiglia. Il nostro motto è "Non c'è forza nell'amore se non si è capaci di vivere ciò che si ama"». Come vengono finanziate queste attività? «Una parte dei finanziamenti viene dai Comuni, ma non tutti ci pagano tempestivamente e con i tagli di questi mesi è ancora peggio. Per il resto ci arrangiamo noi con varie iniziative di volontariato».