Massacrato di botte, muore a 36 anni

di Adriano Agatti wPAVIA Il volto era ridotto ad una maschera di sangue irriconoscibile. E' stato trovato così Sebastian Zbiniew, un polacco che aveva 36 anni, e da più di dieci viveva in Italia. Qualcuno l'ha massacrato di botte, forse con bastone oppure a colpi di pietra, e ha abbandonato il corpo in un boschetto lungo l'argine del Ticino vicino al ponte di viale Libertà dalla parte del Ticinello. Lui, del resto, sembra dormisse lì, nonostante il freddo pungente, da diverso tempo insieme a un romeno e a un tunisino. L'uomo, che frequentava regolarmente il centro diurno della Casa del giovane, è stato identificato grazie ad un tatuaggio tra una spalla e il collo che raffigurava un drago. Gli agenti della squadra mobile, al comando del commissario capo Francesco Garcea, stanno cercando l'assassino. L'attenzione degli investigatori si è accentrata su un conoscente della vittima che, ieri mattina, avrebbe lasciato Pavia in fretta e furia. Qualcuno lo avrebbe anche visto con una maglietta sporca di sangue. Si tratterebbe comunque di una storia di ordinaria disperazione senza legami con la criminalità organizzata: probabilmente sia il polacco che l'assassino al momento della lite erano ubriachi. Il corpo è stato trovato ieri mattina verso le otto da Massimo Bartolini. L'uomo, che abita lì vicino, stava portando in giro il suo cane, un pastore belga. E' sceso lungo il piccolo sentiero che porta quasi sotto il ponte e ha notato il corpo di un uomo riverso lungo la breve scarpata. Non si è avvicinato e ha chiamato la polizia. Sul posto si sono precipitati prima gli agenti della volante, poi i colleghi della squadra mobile e della scientifica. Il corpo era irriconoscibile perchè il volto era stato letteralmente massacrato forse con una grossa pietra. L'uomo non aveva documenti addosso: gli investigatori hanno avuto qualche difficoltà per identificarlo. Grazie all'aiuto dei volontari della Caritas sono comunque risaliti al nome del polacco. Probabilmente il delitto era stato commesso nella notte. La vittima per difendersi dal freddo, indossava tre giubbotti. Sul posto è intervenuto anche il medico legale, Marco Ballardini. Ha esaminato il corpo ma non è stato in grado di «localizzare» il decesso in una fascia oraria precisa. Bisognerà attendere i risultati dell'autopsia. Le indaigni sono proseute per l'intero poeroggio di ieir. Inq estura sonste itnerrogate, come teismtoni, diverse persone, soprattutto frequentatori del centro diurno della Casa del giovane.