Tortona, chiusure e negozi sfitti Via Emilia in crisi
TORTONA Cinque chiusure di negozi certe, altrettanti esercizi che rischiano di fare la stessa fine in tempi brevi, senza trascurare la presenza di altri cinque negozi sfitti. Via Emilia a Tortona, cuore dello shopping cittadino, è a rischio desertificazione commerciale e si presenta come uno specchio del difficile momento del commercio locale. I dati sono evidenti e parlano da soli. Ci sono almeno cinque negozi sfitti, che hanno chiuso per varie ragioni durante il 2011, ragioni non necessariamente e non solo economiche (come il pensionamento dei proprietari, il trasferimento ad altra sede, la cessazione di attività, solo in un caso un fallimento). A questi stop se ne aggiungono, con l'avvio dell'anno nuovo e guardando ai primi mesi del 2012, altri cinque, mentre ci sono voci insistenti su altri cinque esercizi che potrebbero chiudere o passare la mano. L'Unione commercianti tortonese sta cercando di colmare i possibili vuoti, per salvaguardare l'immagine di via Emilia, anche se le difficoltà per la categoria non vengono nascoste: «Il problema più grave è il caro-affitti. I canoni di locazione di un negozio in centro città raramente scendono sotto i 1500 euro mensili e arrivano in molti casi oltre i 2500 euro – sottolinea Orlando De Luca, referente per l'Unicom dell'area di via Emilia – Sono cifre irrealistiche, che potevano avere un senso dieci anni fa, quando la clientela era differentemente orientata e la concorrenza della grande distribuzione sicuramente minore; oggi, invece, con la crisi e la situazione complessiva del commercio certi valori non sono più sostenibili e i proprietari degli immobili dovrebbero comprendere che il rischio di avere il locale sfitto è reale». Lo si può constatare con mano passeggiando per via Emilia, dove alle vetrine ancora illuminate e colme di prodotti esposti, si aggiungono saracinesche malinconicamente abbassate. E la situazione potrebbe ulteriormente peggiorare nei prossimi mesi. Unicom si attende iniziative per il rilancio e la tutela del commercio locale anche da parte del Comune. Stefano Brocchetti