I pendolari contro Ciocca «Non ci strumentalizzi»
PAVIA «Giù le mani dalla causa dei pendolari», L'altolà perentorio arriva da Iolanda Nanni, portavoce del Coordinamento provinciale pendolari pavesi, e riguarda un'iniziativa del consigliere regionale Angelo Ciocca (Lega Nord). I viaggiatori temono che la loro battaglia possa essere strumentalizzata a fini politici. Tutto ha inizio poco prima del Natale. «Il consigliere Ciocca – racconta Nanni – ci aveva contattati manifestando l'intenzione di farsi carico dei nostri problemi con una interrogazione all'assessore regionale ai trasporti, Cattaneo. Noi gli abbiamo fornito tutta la documentazione, e lui, il 10 gennaio, ci ha inviato una bozza molto generica. Il 12 gennaio gli abbiamo ritrasmesso la bozza integrata dai nostri dati, necessari per un confronti approfondito, ma abbiamo saputo dalla sua addetta stampa che l'interrogazione era già stata protocollata nella prima stesura. Allora, perchè coinvolgerci?». Ma il punto sul quale si è incrinato il rapporto tra pendolari e Ciocca è un altro. «Abbiamo ricevuto – prosegue Nanni – copia del volantino che il consigliere Ciocca intende distribuire domani mattina alla stazione di Mortara, in occasione di una raccolta di firme. Sopra, in bella evidenza, c'è il nome di Angelo Ciocca e, soprattutto, il simbolo della Lega Nord. E questo non ci va bene, perchè il coordinamento dei pendolari è un'associazione spontanea e non legata ad alcun partito. Se Ciocca vuole occuparsi dei problemi di chi viaggia ogni giorno, lo faccia nella sua veste istituzionale di consigliere regionale, e non mettendo il marchio politico del suo partito. Per questo il coordinamento dei pendolari si dissocia da quella raccolta di firme. Il 13 gennaio abbiamo chiesto, autonomamente, all'assessore Cattaneo di intervenire sui problemi che avevamo segnalato in un dossier». Il consigliere regionale Ciocca, alle parole di Iolanda Nanni, replica: «Quello che si farà domani a Mortara è un gazebo per una raccolta di firme, un punto di ascolto sui disagi dei pendolari. Quanto al volantino, non so che materiale sia in possesso dei pendolari, perchè non ce l'ho nemmeno io. Il ragionamento è semplice. C'è una raccolta di firme con nome, cognome, tipo di disagio lamentato e firma. Lo spirito è quello di portare a Trenord le testimonianze. E le raccoglie un consigliere regionale. L'unica cosa è un manifesto appeso al gazebo e l'interrogazione già depositata in consiglio regionale. Non è un volantinaggio. Più avanti faremo la stessa iniziativa davanti al San Matteo».(f.m.)