Trovato il sesto corpo, giallo sui dispersi

di Daniele Ferrazza wINVIATO A ISOLA DEL GIGLIO «La nave si muove. Via tutti». Sono le undici e trenta del mattino e nella pancia del Concordia ci sono quattro soccorritori impegnati nelle ricerche dei dispersi quando via radio arriva a terra la richiesta di aiuto. Un elicottero si alza in volo e in un istante è sulla verticale del relitto, pronto a calare un verricello che recupera la squadra in fretta e furia. Il clangore sinistro proveniente dalle lamiere lo hanno percepito con chiarezza. E la conferma arriva pochi minuti dopo dai puntatori laser installati sugli scogli. Il relitto della Costa Crociere, a causa del mare agitato e del vento, si è mosso di alcuni centimetri: almeno nove sulla verticale ed uno e mezzo sull'orizzontale. La strumentazione non sbaglia: e il coordinamento delle operazioni di recupero ha deciso di evacuare l'interno della nave dai sommozzatori che stavano operando. Un abbandono rapido e preoccupato, percepito da tutti nella piazzetta del molo di Giglio Porto. C'era il rischio che la nave potesse spostarsi violentemente imprigionando anche i soccorrotori in un abbraccio fatale. Alcuni isolani scommettono addirittura sul suo inabissamento. Uno scenario che avrebbe conseguenze drammatiche sull'ecosistema dell'arcipelago toscano. Adesso è una corsa contro il tempo. Il mare davanti al Giglio, ieri mattina, era mosso. E le previsioni sono destinate a peggiorare a partire da giovedì pomeriggio, quando è attesa una mareggiata con onde alte fino a due metri. Le operazioni di soccorso, dunque, sono rimaste sospese per gran parte del pomeriggio, riprendendo solamente poco prima del tramonto. Troppo poco tempo per ispezionare le centinaia di cabine dei passeggeri che restano da visitare. «Il lavoro è lunghissimo e deve essere svolto in condizioni di sicurezza _ spiegano i vigili del fuoco _ dentro si avverte un forte senso di disorientamento: la nave è completamente inclinata e nei corridoi e nei ponti ci muoviamo praticamente sulle pareti. Dopo qualche minuto si perde letteralmente il senso della posizione. La nave è piena di materassi, tende, indumenti, stoffe, tovaglie galleggianti, che si impigliano nelle nostre attrezzature». Anche per questo i sub sono dotati di uno svolgisagola che permette di risalire il percorso compiuto dentro la nave, come una sorta di filo d'Arianna. La Costa Concordia ha restituito ieri anche il sesto corpo, ritrovato in mattinata nella parte emersa del ponte 2. Ma il conto dei dispersi ancora non torna: inattendibili gli elenchi forniti dalla compagnia, grande la confusione nella contabilità finale della tragedia. Ufficialmente le vittime accertate sono sei: due francesi e un membro dell'equipaggio ripescati nella prima notte, il passeggero sardo di 86 anni Giovanni Masia e il turista spagnolo di 69 anni ritrovati domenica pomeriggio, il corpo ancora senza nome portato fuori ieri pomeriggio. I dispersi restano sedici, probabilmente di quattro nazionalità diverse. Con il passare dei giorni crescono anche le preoccupazioni ambientali: il consiglio dei ministri ha deciso di dichiarare lo stato di emergenza. Attorno al relitto sono state avvistate alcune chiazze oleastre: l'origine non è chiara, potrebbero essere gasolio fuoriuscito dai generatori oppure carburante perso dai mezzi di soccorso o anche olio conservato nelle cucine della Costa. Nella capitaneria di porto di Livorno ci sarà oggi un vertice operativo tra i tecnici olandesi della Smit Salvage di Rotterdam e i ricercatori del Centro emergenze in mare dell'Ispra. Dovranno stabilire le modalità più appropriate per rimuovere la carcassa, lunga quasi trecento metri, del peso di 115 mila tonnellate, che ancora contiene più di duemila tonnellate di carburante. Praticamente una bomba ecologica. ©RIPRODUZIONE RISERVATA