Itis, furti tra gli studenti «Gente che viene da fuori»
PAVIA I ragazzi del Cardano escono prima a gruppetti poi in massa. Del problema dei furti sono consapevoli: c'è chi sorride, chi ne è stato vittima, chi offre la sua spiegazione. «Rubano anche i cacciavite dai laboratori», dice uno studente di quarta. «Ma a scuola entra troppa gente da fuori», aggiunge un compagno di scuola. Il preside Alberto Henin ha convocato i circa 120 rappresentanti di classe per sabato. Con lui ci sarà anche l'assessore provinciale Milena D'Imperio. «I ragazzi devono essere responsabilizzati», sottolinea Henin. Perché al problema dei furti interni si aggiunge quello dei vandalismi. Se la Provincia (ente che si occupa dell'edilizia scolastica per le superiori) può intervenire per il problema dei furti esterni (a essere preso di mira è stato soprattutto il bar dell'Itis ma anche i laboratori di informatica) più difficile è intervenire sulle sparizioni di cellulari e portafogli durante il normale orario scolastico. «E' vero, i furti ci sono – dice Matteo, della quarta Be – rubano persino i cacciavite e smontano i computer». «I furti sono soprattutto in palestra – aggiunge Luca – ma se vengono a rubare i computer è qualcuno che deve sapere in che classe sono». «In palestra adesso hanno messo gli armadietti quindi i furti ci sono meno spesso – aggiunge uno studente di terza– però si sa che non bisogna lasciare niente negli spogliatoi». «Rubano di tutto, anche il cibo dalla mensa», aggiunge un ragazzo. Ma quelli sono furti interni o esterni? Insomma, ci sono ladri tra gli studenti o no? «Secondo me sono ragazzi di altre scuole che si fingono studenti dell'Itis e fanno casino da noi», dice Mohammed di terza Ac, l'indirizzo chimico. «A me hanno rubato le cuffiette per la musica», aggiunge Davide, suo compagno di classe. Con loro all'uscita da scuola ci sono anche Francesco e Zubee, della terza I. «Danno la colpa a noi studenti se le porte dei bagni sono rotte – dicono i due ragazzi di terza – ma noi siamo qui da tre anni e le porte dei bagni non le abbiamo mai viste». Non in tutti i servizi igienici mancano le porte, questo i ragazzi lo precisano. «Però a volte siamo costretti a usare i bagni dei professori, che poi si arrabbiano con noi», dicono i ragazzi. A sentirsi accusare di «microcriminalità interna» un po' si irrigidiscono. «Però è vero, i furti ci sono – dice una ragazza – rubano un po' di tutto». «Noi in classe fra di noi siamo leali – sottolinea un ragazzo di quarta – ma magari vengono da altre classi». Ne parleranno in assemblea sabato. Primo passo per provare a superare il problema, con la possibilità di attivare anche dei progetti educativi per sensibilizzare gli studenti al rispetto della loro scuola e dei compagni. su Twitter @MariannaBruschi