Vercesi: «Non sono solo un traghettatore»
STRADELLA Che Giacomo Brega lasciasse la presidenza dell'Oltrepo si sapeva, che lo facesse già da gennaio pochi lo immaginavano. Dal palco della festa di Natale rossoblù Brega aveva dato l'annuncio di voler lasciare dopo otto anni di attività come dirigente (prima come Stradellina, poi come Oltrepo). Venerdì scorso nel consiglio convocato ad hoc l'ormai ex presidente ha rassegnato l'incarico. L'assemblea ha accolto le dimissioni e provveduto a una soluzione interna. Flavio Vercesi, vicepresidente, ha accettato l'incarico come presidente. «L'aspetto umano è stato fondamentale perché accogliessi questa richiesta. Questa società prima che da dirigenti, allenatori, giocatori e staff è composta da uomini . La stima che mi lega a loro mi ha fatto subito accettare». Le dimissioni di Brega (che resta come consigliere sino a fine stagione) è un fulmine a ciel sereno. «Nessuno si aspettava l'annuncio ed è stato anticipato di sei mesi con dispiacere di tutti – spiega il neo presidente - il consiglio ha optato per una soluzione interna». Vercesi sarà un traghettatore pro tempore oppure è un ruolo che potrebbe occupare anche in futuro? «Per principio non faccio il traghettatore – dice – mi impegnerò fino alla fine e poi si vedrà. C'è l'auspicio che possa entrare qualcuno a far parte della compagine societaria.Se ci fosse l'ambizione per la presidenza non ci sono problemi: io non sono legato alla sedia, ma se ci sono i presupposti andrei avanti con tanti stimoli». Vercesi spesso era in panchina durante le partite. «Mi è piaciuto, ma non è un ruolo consono. Bianchi è l'uomo giusto», conclude. Le ipotesi più disparate circolano sul futuro di Brega, che ha già detto di non voler lasciare il calcio. Dall'approdo in una società di puro settore giovanile a colloqui con l'Accademia Pavese fino ad un ruolo in federazione. Sono voci che troveranno il loro fondamento con il tempo, di certo Brega rimarrà nel mondo del calcio. Marco Quaglini