Affonda la Concordia Il dramma dei dispersi

di Annalisa D'Aprile wINVIATA ALL'ISOLA DEL GIGLIO Tre morti, due turisti francesi e un peruviano membro dell'equipaggio, 40 feriti, di cui due gravi, e circa 40 dispersi. Alla fine di una giornata convulsa, il bilancio del naufragio della Concordia, nave ammiraglia di Costa Crociere, incagliata a poche centinaia di metri dall'Isola del Giglio, in Toscana, è ancora provvisorio. Si teme per la sorte di quei nomi che ancora mancano all'appello, come si teme per il disastro ambientale che l'uscita del carburante potrebbe provocare. L'ipotesi peggiore è che i dispersi siano rimasti intrappolati in quella parte dell'imbarcazione sommersa dall'acqua e inclinata su un fianco dopo l'urto con le rocce che ne hanno squarciato la chiglia. La speranza invece, è che durante le concitate operazioni di evacuazione e soccorso di passeggeri e membri dell'equipaggio (oltre 4mila persone), anche quegli assenti dall'elenco siano stati già tratti in salvo.Sulla dinamica dell'incidente la Procura di Grosseto ha aperto un'inchiesta. Il procuratore Francesco Verusio, dopo un pomeriggio di interrogatori, ha fermato il comandante, Francesco Schettino (trasferito già ieri sera nel carcere di Grosseto), e indagato il primo ufficiale in plancia, Ciro Ambrosio, per omicidio colposo plurimo, naufragio e abbandono della nave quando molti dei passeggeri non erano ancora in salvo. Sequestrate la Concordia e la scatola nera che ha registrato le comunicazioni con la capitaneria di porto di Livorno. Quando le immagini del gigante di Costa adagiato su un fianco iniziano a fare il giro del mondo e l'affondamento diventa la prima notizia di tutti i siti italiani ed esteri, l'isola del Giglio e Porto Santo Stefano hanno già passato la loro notte da incubo salvando dal mare e dal rischio ipotermia migliaia di persone. Salpata da Civitavecchia (Roma) venerdì sera, con 4229 persone a bordo, per un giro di otto giorni nel Mediterraneo Occidentale, la Concordia naviga verso Savona, prima tappa del viaggio che farà scalo anche a Barcellona, Palma de Maiorca, Palermo e Cagliari. Ad ogni tappa salgono e scendono passeggeri (673 sarebbero gli italiani «transitati», secondo il capo delle Protezione civile grossetana Massimo Luschi), elemento questo che ha reso complessa e molto lunga per Costa l'elaborazione degli elenchi dei viaggiatori da fornire alla Prefettura e alla Protezione civile di Grosseto. La nave a Savona non arriverà mai. Alle 21.45 impatta sullo scoglio dell'isoletta Le Scole. E si squarcia imbarcando acqua. Per il comandante quella roccia non era segnalata sulle carte. Ma per molti, dai testimoni al sindaco dell'Isola del Giglio fino al procuratore, non si è trattato di un errore di rotta, ma di una «manovra maldestra». «Molte navi passando dal Giglio a salutare con un fischio di sirena gli abitanti dell'isola - spiega il sindaco Sergio Ortelli - È uno spettacolo molto bello vedere da terra la nave illuminata e dalla nave guardare l'isola nel buio, con tutte le luci accese, ma questa volta è andata male». Dopo l'impatto a meno di un chilometro dalla costa, la Concordia raggiunge il luogo in cui si incaglia e dove comincia ad adagiarsi sul lato destro. È il panico. Il comandante ordina l'evacuazione. Ma aspetta troppo, secondo le testimonianze di centinaia di passeggeri. Calare in mare le scialuppe è difficoltoso per via dello sbandamento della nave (arriverà a 90 gradi). Le operazioni sono lunghissime, infinite. Alle 3 del mattino ci sono ancora persone a bordo. Molti si sono lanciati in mare. È così che potrebbero aver perso la vita i turisti francesi Francis Servel e Jean Pierre Micheaud ed il membro dell'equipaggio peruviano Thomas Alberto Costilla Mendoza. L'ipotesi è annegamento, ma gli inquirenti hanno disposto l'autopsia. Altre due persone restano ferite gravemente: un ragazzo, ricoverato a Siena (il cuoco della compagnia di navigazione), con una lesione spinale, ed una donna ricoverata a Grosseto con un trauma maxillo facciale. Le operazioni di recupero sono andate avanti tutto il giorno. Ma i sommozzatori nella parte accessibile della nave non in sicurezza non hanno trovato altri corpi. E la possibilità che siano intrappolati nella parte affondata è sempre più alta. «Mancano ancora 41 persone da rintracciare - ha detto il prefetto di Grosseto Giuseppe Linardi ieri sera in uno dei ultimi bilanci ufficiali - Delle 4232 persone che, secondo gli elenchi forniti, erano a bordo della nave sono stati rintracciati 4.191. La verifica fra gli elenchi va avanti: è un lavoro lungo che si protrarrà tutta la notte». Infatti per altri a bordo c'erano 4229 persone. Dagli abitanti dell'Isola del Giglio ai soccorsi massicci inviati dalla Provincia, tutti hanno partecipato alle operazioni di salvataggio, nel pomeriggio gli oltre 4mila naufraghi (soprattutto stranieri, a bordo infatti c'erano passeggeri di 62 nazionalità, 989 invece gli italiani) arrivati a Porto Santo Stefano erano già stati smistati per le rispettive destinazioni di rientro, centinaia sono stati rimpatriati già ieri sera grazie alle procedure d'urgenza messe in atto dalla polizia di frontiera. Questa mattina, dopo la messa in sicurezza della nave che ieri ha continuato a muoversi rendendo difficoltose le operazioni dei sub, riprenderanno le ricerche dei sommozzatori che dovranno ispezionare le cabine immerse sott'acqua. Di certo, i 41 dispersi non sono sull'isola, né negli alberghi che tra la Toscana e il Lazio ospitano i naufraghi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA