Dopo l'incendio sgomberate 4 famiglie

di Denis Artioli wVIGEVANO La salma di Ada Lorenzetti, 81 anni, morta carbonizzata venerdì sera nell'incendio della sua abitazione di via Raffele 9, è a disposizione dei famigliari. La procura della Repubblica di Vigevano, infatti, non ha disposto l'autopsia, essendo piuttosto chiare le cause della tragedia. Secondo i vigili del fuoco e la polizia di Stato, intervenuti dopo l'esplosione nella palazzina (situata tra viale dei Mille e il piazzale del mercato), l'incendio è stato provocato da una fuga di gas mentre l'anziana proprietaria dell'immobile stava cucinando (erano le 19.20). Una scintilla, forse un fiammifero, avrebbero scatenato l'esplosione: Ada Lorenzetti è stata investita dal fuoco in cucina e ha cercato di salvarsi correndo in bagno, in cerca di acqua, avvolta dalle fiamme. Purtroppo non ce l'ha fatta e i soccorritori l'hanno trovata ormai senza vita, distesa a terra, nel locale di servizio. Nel frattempo la cucina, satura di gas, è esplosa, provocando un forte boato e danni ingenti alla casa, composta da quattro unità abitative. Il sindaco, Andrea Sala, venerdì sera, verso le 22, è andato nell'abitazione di via Raffele assieme ai tecnici comunali, per verificare personalmente quanto era accaduto. E ieri mattina, letta la relazione dei vigili del fuoco e dei tecnici comunali, ha firmato un'ordinanza che certifica l'inagibilità totale dello stabile di via Raffele, con queste motivazioni: lesioni strutturali alle solette, compromissione della funzionalità dell'impianto elettrico, serramenti esterni divelti, intonaci anneriti dall'incendio e in fase di distacco. Nella casa di via Raffele, al piano rialzato, vivono i figli della vittima, Flavio, 49 anni, e Marina, 50 anni: erano entrambi al lavoro al momento dell'esplosione. Due alloggi al primo piano sono abitati da due inquiline di 80 anni, Natalina Ravazzi e Anna Bobo. Tutti hanno trovato una sistemazione temporanea in attesa che l'abitazione, dopo i lavori necessari, torni ad essere agibile e abitabile. «Voglio esprimere le mie condoglianze ai famigliari della signora che è deceduta nella tragedia dell'altra sera – dice il sindaco Andrea Sala –. Siamo davvero molto addolorati per quello che è successo e un rappresentante dell'amministrazione comunale parteciperà ufficialmente ai funerali della signora Lorenzetti. L'ordinanza di inagibilità era dovuta, perché la casa ha subìto gravi danni. Le persone che ci vivono hanno trovato sistemazioni provvisorie. Questa mattina (ieri per chi legge, ndr) sono tornate a prendere medicine e oggetti personali, accompagnati dai vigili del fuoco, perché le solette sono state molto danneggiate dall'esplosione e una parte degli intonaci si distacca, senza contare i serramenti divelti dallo scoppio». Fino a quando l'abitazione resterà inagibile ai residenti? «Difficile stabilirlo ora – sottolinea il sindaco – perché l'esplosione è stata molto forte e ha avuto un impatto pesante sulle strutture della palazzina». Il boato ha costretto alla fuga le due signore che abitano al primo piano dell'edificio, come ha raccontato Natalina Ravazzi: «Mi sono alzata di scatto dal divano e sono andata a chiamare la mia vicina. Siamo scese il più velocemente possibile dalla scala posteriore che porta direttamente ai nostri appartamenti». Grazie a questa prontezza le due donne si sono salvate: la scala principale, infatti, era già invasa dalle fiamme.