Binasco, il cinema dell'oratorio S. Luigi rischia di chiudere
BINASCO Il cinema San Luigi dell'oratorio, l'unico rimasto a Binasco, rischia di chiudere. La concorrenza dei multisala e il crollo degli spettatori hanno ridotto drasticamente gli incassi. Ancora sei mesi di prova per i film del giovedì. Poi si chiude. Il cinema, che ha quasi vent'anni, è nato dopo la chiusura del vecchio cinema Italia, quando ancora i "Gremlins" erano una prima uscita. Un'istituzione per i binaschini di almeno due generazioni. La storica sala blu da 200 posti dell'oratorio rischia di chiudere i battenti. «Si, il pericolo c'è, non ce la fa con una sola programmazione del week end a sfidare le proposte della concorrenza dei multisala qui attorno che ormai è spietata – racconta don Marco, il parroco di Binasco – tanto più che i costi per noi sono gli stessi di un cinema normale, non abbiamo agevolazioni in quanto oratorio. Se finora ce l'abbiamo fatta è stato anche grazie all'operosità di qualche volontario che proietta i film e aiuta nella gestione». Gli spettatori sono diminuiti rispetto a 4 o 5 anni fa, proprio in concomitanza della nascita dei multiplex. «Domenica sera non c'era nemmeno una persona, abbiamo dovuto chiudere – dice il don –. Ora sta per iniziare anche la programmazione del giovedì sera, con film meno commerciali, ma non so quanto durerà». La copertura delle spese per il cinema del giovedì è garantita con un minimo di 60 abbonamenti. Ad oggi ne sono stati acquistati 40. I volontari stanno provando a fare in modo che il cinema non muoia, che le poltroncine non restino vuote, cercando di vendere quei 20 abbonamenti che mancano. «Siamo fermi a quota a 40, contro i 55 venduti l'anno scorso e i 70 degli anni precedenti – spiega il volontario Gianfranco Salvemini – vediamo con il primo ciclo di sei film come andrà: se ci sarà gente che viene la sera del giovedì, pagando i 4.50 euro del biglietto, e se si venderà qualche abbonamento in più ci possono essere speranze ma, ora come ora, non c'è garanzia di copertura». I binaschini preferiscono il multisala? O è il contraccolpo della crisi che si fa sentire? Tra licenziamenti e lavoratori in cassa integrazione, forse a Binasco si rinuncia alla cultura. «Sarebbe un peccato per il paese, il cinema rappresenta un punto di aggregazione importante, io come insegnante e cittadina sento di voler dare il mio contributo perché ciò non accada» dice la presidente della Banca del Tempo Graziella Gerli, in accordo con Laura Mura, ugualmente contraria alla chiusura. «Mia figlia di 13 anni ci va, non deve chiudere, è l'unica cosa che rimane» sostiene Monica Ventura, insieme ad Andrea Grigori. «Una pellicola, la più vecchia che si possa acquistare, costa complessivamente 200 euro, tempo fa abbiamo fatto presente la cosa al Comune ma, si sa, ora c'è crisi anche per loro» conclude don Marco. L'assessore alla cultura Giuseppe Re risponde che «da una parte è un dato di fatto che i cinema a ridosso dei centri commerciali siano comodi per chi deve andare a fare la spesa e poi si vuole fermare lì, dall'altra finché ci saranno volontari disposti a lavorare per tenerlo in piedi credo che il cinema dell'oratorio non chiuderà mai. Il Comune, attraverso la biblioteca, ha sempre collaborato per il cinema e continuerà a farlo». Gli abbonamenti, flessibili e cedibili, si acquistano in oratorio e in biblioteca. Valeria Gatti