Gemelline morte al S. Matteo, slitta processo ai medici
PAVIA Slitta il processo sul caso della donna morta insieme alle gemelline che portava in grembo due anni fa al San Matteo. Ieri mattina era prevista la prima tappa, ma solo per quattro dei dieci medici accusati di aborto colposo: i due neurologi del Mondino Maurizia Maurelli e Cristina Cavalletti e i due medici otorinolaringoiatra del Policlinico San Matteo Elina Matti e Antonio Occhini. Per un problema di notifica a uno degli imputati l'udienza è stata però spostata al 26 aprile. Non è da escludere che a questo processo venga riunito l'altro procedimento, fissato per il primo marzo, a carico di sei ginecologi del San Matteo, che devono rispondere della stessa accusa: il direttore del reparto di Ostetricia e ginecologia del San Matteo Arsenio Spinillo, e i ginecologi del Policlinico Luciana Babilonti, Fausta Beneventi, Giorgia Gaia, Francesca Perotti e Laura Montanari, che ebbero modo di visitare la paziente. Tutti i medici devono rispondere della morte delle gemelline, mentre era stata annullata l'accusa di omicidio colposo in relazione alla madre, Imane Quous, una donna di 26 anni di origine marocchina. Secondo i magistrati i medici non avrebbero avuto alcuna responsabilità nella morte della donna, affetta da un tumore al cervello, una patologia che non l lascia scampo. Anche una tempestiva e corretta diagnosi del tumore non le avrebbe salvato la vita. Le bambine, invece, sempre secondo il pm Roberto Valli, potevano essere salvate. Il giudice Pietro Balduzzi non si è espresso, ma a questo punto non è da escludere che entrambi i processi verranno celebrati insieme il 26 aprile. Ieri mattina in aula non c'era nessuno dei quattro imputati, mentre era presente il marito della donna, Ibrahim Et Tori, che si è costituito parte civile con l'avvocato Gianfranco Ercolani di Voghera per la richiesta dei danni. (m. fio.)