La chiesa protestante riapre i battenti in S. Maria alle Cacce

di Marianna Bruschi wPAVIA Difficile vedere aperta la porta della chiesa di Santa Maria alle Cacce, in via Scopoli. Ma ieri mattina gli operai stavano lavorando per sistemare l'interno della chiesa del XVII secolo che conserva ancora segni del primitivo edificio longobardo. Questo perché diventerà la sede della comunità cristiana di Pavia, rimasta senza luogo di culto dopo il sequestro del capannone di strada Campeggi per abuso edilizio. E proprio in Santa Maria alle Cacce, mercoledì prossimo, si terrà la preghiera ecumenica con il vescovo di Pavia monsignor Giovanni Giudici e i rappresentanti di tutte le religioni professate a Pavia. C'era anche Federico Kadi, il pastore della chiesa cristiana, ieri mattina. Emozionato mentre si guardava attorno tra le pareti affrescate della chiesetta sconsacrata, con file di sedie rosse da sistemare. E i "funghi" per poter riscaldare l'ambiente, altrimenti freddissimo. «Per noi questo è un momento importante – sottolinea Kadi – è stato un anno difficile per la nostra comunità e ora avere di nuovo un posto in cui incontrarci ci rende felici. Anche sapere che il vescovo ha deciso di tenere qui la preghiera ecumenica è un bel segnale». Mercoledì prossimo infatti (alle 18) sarà proprio Santa Maria alle Cacce a ospitare la preghiera ecumenica, un momento di raccoglimento fra le diverse comunità religiose di Pavia, a cui parteciperà anche il vescovo monsignor Giovanni Giudici. La comunità cristiana che conta oggi circa 300 fedeli potrà utilizzare la chiesa due volte a settimana. «Abbiamo trovato una soluzione a una emergenza oggettiva che stava creando problemi logistici e di convivenza – spiega il sindaco di Pavia, Alessandro Cattaneo – Santa Maria alla Cacce è solo una soluzione momentanea in attesa che loro si possano trovare una sede stabile. Anche perché per l'amministrazione il destino di questa chiesa è altro». I problemi per la chiesa cristiana guidata dal pastore Kadi sono iniziati a fine 2010. Nell'ottobre avevano inaugurato la loro sede in strada Campeggi, in un capannone rimesso a posto. Dopo meno di un mese la polizia locale di Pavia aveva riscontrato un abuso: non era stata chiesta la variante al Piano regolatore per cambiare la destinazione d'uso dell'immobile, da industriale a luogo di culto. Dunque la chiesa era abusiva. I sigilli, in strada Campeggi, ci sono ancora oggi. A distanza di undici mesi era stato emesso un decreto penale di condanna, a cui nessuno aveva fatto opposizione. Tanto che nelle scorse settimana era stata demolita la facciata della chiesa e l'aspetto era tornato quello di un normale capannone. In questi mesi i 300 fedeli della comunità si sono riuniti nelle sale comunali di via dei Mille, sdoppiando le celebrazioni domenicali, perché non potevano stare tutti e 300 nella stessa stanza. Ora potranno utilizzare, gratuitamente, la chiesetta sconsacrata di via Scopoli. Una occasione per poter aprire le porte sugli affreschi ormai impolverati di un edificio chiuso agli occhi dei pavesi. «Sappiamo che questa è una soluzione temporanea – dice il pastore Federico Kadi – ma per il momento ne siamo felici. Cercheremo comunque una sede che possa andare bene per le nostre esigenze, con delle stanze per gli incontri e per i nostri bambini». La comunità cristiana infatti, nella sua struttura di strada Campeggi, aveva la sala per il culto, ma aveva anche iniziato l'attività di banco alimentare per raccogliere cibo per una ventina di famiglie in difficoltà. Attività difficile da portare avanti senza una sede definitiva. Ma il pastore Kadi sorride fiducioso: «Dopo un anno difficile questo è un bel momento, accadono anche cose buone». su Twitter @MariannaBruschi