«Pensavo fosse un bambolotto Poi ho visto che era un uomo»

PAVIA «Pensavo fosse un bambolotto, perché si vedeva solo la nuca. Poi mi sono avvicinato meglio e ho visto che era un uomo. Mi è venuto quasi un colpo». Andrea Curti abita in via Correnti, a pochi passi dal ponticello che collega le due sponde, nei pressi della chiusa di viale Partigiani. Il corpo del pensionato era in acqua proprio in quel punto. «Stavo andando a prendere il caffè al bar – racconta il ragazzo –. Saranno state quasi le otto. Ho attraversato il ponticello, come fanno tutti, anche se non è molto sicuro perché non ci sono parapetti. Quando sono tornato dal bar ho notato qualcosa in acqua. Solo dopo un po' mi sono accorto che era il corpo di un uomo. Ho chiamato subito la polizia. Sto ancora male a pensarci». Il pensionato potrebbe avere attraversato lo stesso ponticello, che consente di superare il Naviglio senza passare dalla strada, ed essere caduto in acqua. Meno probabile, infatti, che l'anziano sia finito in acqua più a monte. All'altezza di viale Partigiani c'è uno sbarramento. E anche se la chiusa fosse stata aperta, il corpo si sarebbe incastrato tra i detriti e il cemento. «Colpisce che nessuno lo abbia visto cadere – dice il giovane –, visto che alle 8 del mattino via Correnti è piuttosto trafficata». I residenti sono sgomenti. Nella via si conosco quasi tutti. E la notizia del ritrovamento di un cadavere nel Naviglio ieri mattina ha fatto presto il giro dei palazzi. «Il problema è che la sicurezza in questo tratto del Naviglio lascia molto a desiderare – dice Andrea Curti –. Qui vengo sempre a pescare, ma prima pulivano il fondo dai detriti e dal fango, ora non lo fanno più. Se qualcuno cade in acqua è difficile che riesca a raggiungere la riva. Quel ponticello andrebbe messo in sicurezza, perché lo usano in tanti anche se non ha nessuna protezione». (m. fio.)