«Dai caccia F-35 diecimila posti di lavoro»
ROMA Il programma per cacciabombardieri F-35 Joint Strike Fighter (Jsf) è «di elevato valore» e «frutterà 10mila posti lavoro»: anche così «si fa la crescita». Il ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola, si schiera col programma che impegnerà l'Italia fino al 2026 con una spesa di circa 15 miliardi di euro per l'acquisto di 131 velivoli, anche se «è in corso un riesame alla luce delle esigenze operative e della compatibilità finanziaria». Insorge il centrosinistra che da tempo chiede l'uscita di Roma dal costoso programma. «C'è l'esigenza - spiega Di Paola alla Camera - di rinnovare le linee aerotattiche dello strumento militare italiano ed il programma Jsf risponde a queste esigenze, è stato avviato con lungimiranza dal ministro Andreatta e confermato dai governi D'Alema, Prodi e Berlusconi. Il dimensionamento complessivo - prosegue - è in corso di riesame alla luce delle esigenze operative e della compatibilità finanziaria. Tuttavia - sottolinea il ministro - non c'è dubbio che stiamo parlando di un programma di elevato valore operativo, tecnologico e industriale, che vede già oggi a Cameri (Novara) un complesso industriale dedicato al velivolo che dà e darà occupazione a 1.500 persone e, in prospettiva, sono previsti 10mila posti di lavoro, con oltre 40 imprese che contribuiscono alla crescita economica, tecnologica e industriale del Paese». Insoddisfatto Augusto Di Stanislao (Idv), che definisce «deludente e mortificante», la risposta di Di Paola e ribadisce «l'assoluta inutilità della produzione e acquisto di questi cacciabombardieri i cui benefici ricadono esclusivamente sull'industria bellica». Luigi Bobba (Pd) si dice «consapevole che vi è una necessità di rinnovo della flotta aeronautica nazionale, ma non si può pensare che la Difesa si sottragga a quei tagli e sacrifici che vengono invece richiesti a tutti gli altri ambiti». Critico anche Oliviero Diliberto, segretario nazionale del PdCI. «Esigenze aerotattiche? Ma - si chiede - di cosa parla Di Paola? Primo: gli F-35 servono per azioni militari di offesa e l'Italia, come sancito dall'articolo 11 della Costituzione, ripudia la guerra. Secondo: i 20 miliardi di euro possono essere spesi per sostenere lavoratori e consumi, non certo per guerreggiare».