Lungavilla, in fuga con la refurtiva arrestati tre ladri
Da giorni l'Oltrepo è sotto scacco da parte dei ladri, che hanno compiuto parecchi furti di lieve e media entità. I carabinieri ritengono che ad agire siano al massimo tre o quattro bande, e che i tre arrestati lunedì sera siano una di queste bande. Ieri mattina nel tribunale di Voghera il Gip ha convalidato l'arresto. Il legale d'ufficio ha chiesto i "termini" per preparare meglio la difesa e così il processo per direttissima slitterà di alcuni giorni. Nel frattempo i tre sono stati rinchiusi nel carcere di Voghera. di Paolo Fizzarotti wLUNGAVILLA Una rapida chiamata al 112 da parte del derubato e la felice intuizione di un carabiniere fuori servizio hanno permesso di arrestare tre dei ladri che da alcune settimane stanno martoriando l'Oltrepo. I carabinieri della stazione di Bressana hanno bloccato e arrestato tre albanesi senza fissa dimora in Italia e tutti e tre clandestini nel nostro Paese. Sono stati rinchiusi nel carcere di Voghera Jahja Klisjon, 21 anni, senza precedenti penali; Mrishaj Altin, 28 anni, anche lui incensurato; e Gjini Besnik, 28 anni, che invece aveva precedenti penali per reati contro il patrimonio. E' probabile che Besnik fosse proprio il capo della banda, anche se questo particolare potrà emergere solo al processo. Tutto inizia nel tardo pomeriggio di lunedì, in una villetta di via Alberti a Lungavilla. «Io ero al lavoro - racconta G.R., il derubato - Mia moglie era invece andata dal medico. Quando è rincasata, verso le 18, ha trovato la porta di ingresso aperta: era stata scassinata con un piede di porco o qualcosa del genere. Appena è entrata ha avuto la conferma del fatto che c'erano stati i ladri: tutta la casa era stata messa a soqquadro. Mancavano un cofanetto nel quale raccoglievamo le monete da uno e due euro, due orologi di scarso valore, un paio di orecchini e due collanine. In tutto, un valore inferiore ai mille euro. Mia moglie mi ha subito telefonato per avvisarmi dell'accaduto, e io ho chiamato il 112». A decidere il resto sono la fortuna e l'intuito del carabiniere in servizio alla centrale operativa. La pattuglia dei carabinieri di Bressana si reca in via Alberti per i rilievi. Nello stesso tempo un carabiniere fuori servizio che si trova a Torricella Verzate nota una Hyundai Getz con tre giovani a bordo, che si aggira in paese in modo sospetto, e avvisa a sua volta il 112. Il centralinista intuisce che possono essere gli stessi ladri che hanno appena colpito a Lungavilla, e dirotta a Torricella la pattuglia di Bressana. I militari intercettano la Getz alle porte di Bressana e la fermano. A bordo ci sono attrezzi da scasso, alcuni monili d'oro e un cofanetto pieno di monete. Mentre i tre albanesi vengono portati in caserma e sottoposti a fermo, il derubato di Lungavilla viene convocato in caserma a Bressana: riconosce i suoi oggetti e così il fermo si trasforma in arresto per furto, in flagranza di reato. Resta il problema dell'auto, che non risulta rubata ma non appartiene neppure ai tre albanesi. Grazie alla targa i carabinieri risalgono al proprietario, un uomo di Milano, e lo chiamano. L'auto era stata rubata lunedì pomeriggio a Milano, ma il padrone non se ne era ancora accorto: ha appreso la notizia dai carabinieri di Bressana, che gli hanno restituito la Getz ieri mattina.