Mercato ambulante verso lo sciopero anti-liberalizzazioni

Fischieranno forse le orecchie a Graziano Tagliavini, ma le critiche dell'ex alleato Iurilli e quelle ancora più caustiche di Mario Sissa, che lo ha sostituito come uomo di fiducia di Confesercenti a Voghera, non lo fanno certo desistere dal suo piano di battaglia. Sciopero del mercato ambulante, martedì prossimo, protesta in piazza Duomo e delegazione a palazzo Gounela per incontrare il sindaco. Perchè il secco no alle liberalizzazioni? «Lo sciopero vuol essere un gesto simbolico – risponde Tagliavini – di fronte a una riforma che rischia di peggiorare ulteriormente la situazione già drammatica delle piccole e medie imprese commerciali». Un ulteriore colpo a chi è già in difficoltà? «Sì. La liberalizzazione favorirebbe solo la grande distribuzione, contribuendo ad aumentare le situzioni di crisi e le chiusure in un settore che, oltretutto, non dispone di ammortizzatori sociali per attutire gli effetti». Che cosa vi aspettate dal sindaco? «Speriamo di sensibilizzarlo sul problema gravissimo della sofferenza degli operatori del commercio». di Roberto Lodigiani wVOGHERA Gli ambulanti vogheresi preparano la serrata contro la liberalizzazione degli orari del commercio, considerata un assist a favore della grande distribuzione. Acol, l'associazione fondata dopo lo strappo con Confesercenti Pavia, lancia l'appello per l'adesione allo sciopero di quasi due ore e alla manifestazione di piazza Duomo indetti per martedì prossimo, quando le bancarelle dovrebbero cominciare l'attività dopo le nove, anzichè alle canoniche sette del mattino, e una delegazione salirà a palazzo Gounela per consegnare una lettera di protesta al sindaco Barbieri. Ma è derby di associazioni, dopo la lite fra i presidenti Iurilli e Tagliavini. Confesercenti storce il naso di fronte all'iniziativa dei rivali e predispone la contromossa: una raccolta di firme, sempre contro il «free time» nei piani del governo, che però pescherà sostenitori soprattutto nel commercio fisso. Tattiche e strategie verranno definiti fra domani e venerdì, due giorni frenetici. Comincerà giovedì Confesercenti, ufficializzando l'intesa con l'Unione artigiani e la nomina del suo presidente Mario Sissa a coordinatore di Voghera e Oltrepo per la «creatura» di Iurilli. Sissa, già a capo della cooperativa di garanzia dell'Associazione artigiani, quella oggi guidata da Carlo Arata, manterrà dunque un duplice ruolo. La neonata joint-venture del commercio avrà sede in piazza Duomo, negli uffici dell'Unione, in sinergia l'assistenza ai soci (Sissa ne porta in dote circa duecento) e la formazione professionale. Tagliavini, dal canto suo, chiama a raccolta gli ambulanti. E' convocata per dopodomani in via Bidone, nella sede dell'Associazione artigiani (ora alleata con Acol), l'assemblea in vista dello sciopero del 17. Sarà quella l'occasione per preparare la lettera destinata al sindaco, affinchè questi a propria volta se ne faccia latore con il Consiglio regionale. L'obiettivo è quello di arrivare a un provvedimento che fermi o quantomeno modifichi la liberalizzazione degli orari del commercio. Acol, impegnata nella campagna di tesseramento, spera di raggiungere e superare i circa 120 iscritti della vecchia Avao federata a Confesercenti, sulle cui ceneri è nata (gli ambulanti di piazza Duomo sono circa 110, ma Tagliavini aveva raccolto adesioni anche fra i negozianti). Insomma, all'asse Iurilli-Sissa si contrappone quello Arata-Tagliavini. Antiche rivalità e vecchi dissapori che vengono al pettine. Per Iurilli, lo sciopero «può essere utile, ma bisogna porsi un traguardo che non può essere quello di indurre Formigoni a ricorrere alla Corte costituzionale, come già intendono fare altre regioni. Questo perchè la liberalizzazione non fa che rafforzare la grande distribuzione, togliendo il potere di contrattare con essa e di ottenere compensazioni a tutela del piccolo e medio commercio e dei centri storici delle città». Più duro Sissa: «Tagliavini non ha titolo a organizzare la manifestazione del 17 e con la scelta della lettera al sindaco sbaglia anche metodo perchè non conosce la tematica dei rapporti fra le associazioni di categoria e l'ente locale». ©RIPRODUZIONE RISERVATA