Chiude l'ultimo market in centro

GARLASCO Negozi che aprono, chiudono, si spostano. Il 2011 non ha visto grandi cambiamenti sui locali, bar e birrerie, ma per i negozi, sebbene il bilancio tra aperture e chiusure, secondo l'ufficio commercio del Comune, si sia assestato pressoché in pari, è stato un anno movimentato. Hanno chiuso due attività in corso Cavour, un negozio di cancelleria e uno di filati. Chiuso anche un negozio di prodotti tipici locali. In compenso hanno aperto un negozio di lavatrici in via don Gennaro e una nuova parrucchiera all'angolo di via Roma, al posto di un negozio di videocassette. Tra le nuove attività, una rivendita di vino sfuso. Chiusa invece da poche settimane l'agenzia immobiliare accanto all'agenzia Cariparma in piazza repubblica. E girando per il paese qualche negozio vuoto rimane: in via Vittorio Veneto (l'attività si è trasferita in via Roma), da via Bozzola un negozio di barbiere è passato in piazza Unità d'Italia. di Anna Ghezzi wGARLASCO Chiuso definitivamente il supermercato di via San Pietro, l'ultimo rimasto in centro, nei locali dell'ex cinema. E i cittadini insorgono: nei mesi scorsi, infatti, aveva chiuso Pracchi sulla circonvallazione e ora il supermercato più vicino è il Famila, a poco meno di un chilometro di distanza. Più lontano il polo commerciale di via Tromello: un chilometro e trecento metri. Dove tre dipendenti del Carrefour express hanno trovato collocazione. «Io sto scrivendo una lettera al sindaco – dichiara combattiva Elsa Forti, 90 anni – mi deve spiegare come faccio ora io con la spesa. Meno male che c'è la bancarella della frutta e verdura il martedì». Il fruttivendolo ha raccolto le lamentele di molti residenti: «Ci sono tanti anziani, qui – spiega Pier Luigi Gaviglio – per loro è un grosso problema. Per noi è concorrenza in meno, ma c'era spazio per tutti». «Siamo tutti arrabbiati – rincara la dosa Attilio Orlandi, passo malfermo tra sacchetti e bastone – ci siamo trovati da un giorno all'altro spiazzati». Carrefour giustifica la chiusura con «un progetto di ristrutturazione della rete di vendita su piazza» e sostiene che « i clienti sono stati preventivamente e tempestivamente informati della chiusura attraverso locandine affisse all'interno del punto vendita». «Per fortuna c'è qualche alimentari vicino a largo Primo Maggio – spiega Elso Caprile, con un sacchetto in braccio –. Ma al Famila in via Pavia o al Carrefour di via Tromello ci si arriva solo in macchina. Chi non ce l'ha?». Due anni fa i residenti avevano raccolto 400 firme per il supermercato. Ma questa volta l'avviso non lascia speranze: «Si avvisa la gentile clientela che questo Carrefour Express è chiuso definitivamente». Ieri gli operai stavano portando via gli ultimi scatoloni. Ma qualche cliente si fermava a chiedere informazioni. «Io mi sono spostato dalla periferia al centro del paese per avere più servizi, e ora i problemi della periferia si sono spostati in centro – spiega Luigi Bisio,residente e presidente Auser –. Potremo organizzare un servizio settimanale di spesa a domicilio, ma la spesa, per gli anziani, è anche un modo di uscire dall'isolamento. E in via San Pietro, a volte, lavoravano 5 casse contemporaneamente. Ora, d'estate, dovrò fare più di un chilometro con la carrozzina per andare al Famila». L'assessore al commercio Renato Sambugaro spiega: «Il Comune non può impedire a un privato di chiudere, se è tutto regolare. Sappiamo che è un problema, con l'assessore ai servizi sociali Giuliana Braseschi stiamo pensando a un servizio di spesa a domicilio, coinvolgendo le stesse strutture commerciali». Un primo passo, anche se non risolutivo. a.ghezzi@laprovinciapavese.it ©RIPRODUZIONE RISERVATA