Hotel pagato, Malinconico si dimette

di Maria Berlinguer wROMA Carlo Malinconico si è dimesso da sottosegretario alla presidenza del Consiglio. La decisione è arrivata dopo un lungo incontro a palazzo Chigi con Mario Monti nel corso del quale l'ex presidente degli editori ha fornito al Professore la sua versione dei fatti sui suoi soggiorni all'hotel Pellicano pagati, "a sua insaputa", da Francesco Piscicelli, l'imprenditore noto per aver riso al telefono con il cognato la notte del terremoto in Abruzzo in previsione degli affari che avrebbe fatto con la riscostruzione. Lo scandalo nasce dalla rivelazioni dello stesso Piscicelli che in diverse interviste ha dichiarato che Malinconico sapeva che i suoi soggiorni nell'esclusivo hotel a cinque stelle dell'Argentario erano pagati da Angelo Balducci, all'epoca dei fatti potente presidente del consiglio superiore dei lavori pubblici, poi travolto dalla inchieste di tre procure sugli affari della «cricca». A confermare la versione di Piscicelli anche un'informativa dei Carabinieri del ros. «Piscicelli chiedeva tante attenzioni per questo cliente, capii che stava facendo un regalo speciale», dice il proprietario del Pellicano, Roberto Sciò ,risalendo alle vacanze del 2007. In una nota Malinconico parla di «crescente attacco mediatico» e dichiara di aver lasciato l'incarico «per poter meglio difendere la propria immagine e onorabilità in tutte le sedi, nonchè per salvaguardare la credibilità e l'efficacia dell'azione di governo». E garantisce sulla propria correttezza. Monti, accettando le dimissioni, ha voluto ringraziare il suo ex sottosegretario per il contributo dato all'azione di governo, pur nella brevità dell'incarico, poco più di un mese, e soprattutto «per aver anteposto l'interesse pubblico ad ogni altra considerazione». Ma al di là delle dichiarazioni ufficiali il premier non ha nascosto l'irritazione per il primo scivolone del suo esecutivo tecnico. «Se qualcuno ha scheletri nell'armadio li tiri fuori adesso o taccia per sempre», avrebbe chiesto ai suoi collaboratori in tono poco amichevole, secondo quanto riportato da Dagospia. Monti starebbe pensando di affidare a Paolo Peluffo le deleghe per l'editoria. Plauso delle forze politiche al passo indietro del sottosegretario. «Ha fatto bene, è un gesto di responsabilità per evitare imbarazzi all'esecutivo e per poter far valere le proprie ragioni, se ne ha», dice il leader dell'Italia dei valori, Antonio Di Pietro. Per il segretario del Pd Pier Luigi Bersani che lunedì aveva chiesto a Malinconico di dare spiegazioni, le dimissioni sono un gesto responsabile fatto che da chi «ha deciso di far prevalere il pubblico interesse su ogni altra considerazione». «A poche ore dalle polemiche sulle vacanze del sottosegretario ecco che arrivano puntuali e rapide le dimissioni: un segnale di compostezza al quale non siamo abituati», aggiunge Aldo Di Biagio di Fli mentre l'Udc Lorenzo Cesa sottolinea che Malinconico è un galantuomo. «La cultura del sospetto non deve diventare la regola italiana», avverte Cesa. Molto dibattuto il caso su Twitter dove l'ironia di «asuainsaputamaliconico» ha chiesto coralmente le sue dimissioni dal governo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA