Esecuzione al Sayonara, muore 32enne

di Anna Mangiarotti w VIGEVANO Prima il killer l'ha abbracciato. Poi l'ha ucciso, appoggiando la canna della pistola alla testa della vittima, facendo fuoco cinque volte. Un'esecuzione in piena regola, pubblica e feroce, l'altra notte al disco pub Sayonara, in via Lungoticino Lido. La vittima è Edmond Shtjefni, 32 anni, albanese domiciliato ad Abbiategrasso, con precedenti per furto e omicidio colposo. I carabinieri cercano (almeno) due persone: l'esecutore materiale e l'altro uomo entrato con lui nel locale in riva al Ticino. Dove al momento del delitto, mezz'ora dopo la mezzanotte di sabato, c'erano un centinaio di persone. E' stato un regolamento di conti nel mondo della malavita, il segnale inequivocabile che altri devono capire, viste le modalità del delitto: questo sembra fuori discussione. Resta da vedere in quale ambito specifico: droga, prostituzione o un altro giro di affari illeciti. Non si esclude – ma non sembra più la principale fra le ipotesi investigative– un collegamento fra questo delitto e un altro, con modalità simili e vittima albanese, commesso il 21 maggio 2011, alla frazione Sforzesca. Era stato ucciso Pellum Tartaraj, 33 anni, domiciliato a Milano, formalmente incensurato. Viveva in realtà a Vigevano, con la fidanzata che faceva vita di strada. Dopo la cattura di due dei tre componenti del commando che ha eliminato Tartaraj, era stata confermata la pista della prostituzione. Sono appena iniziate invece le indagini dei carabinieri per il delitto dell'altra notte. Secondo i primi accertamenti, Edmond Shtjefni era arrivato da solo al Sayonara, lasciando nel parcheggio la sua Mercedes. Nel locale vigevanese, che a quanto pare non frequentava abitualmente, forse aveva un appuntamento con gli assassini, com'era avvenuto per il delitto della Sforzesca. Il bar del Sayonara è vicino all'ingresso del locale: quando sono entrati killler e complice, la vittima era al bancone a bere, come se aspettasse qualcuno. Uno dei due uomini lo avrebbe abbracciato, un modo forse per essere sicuro di riconoscerlo, e contemporaneamente bloccarlo. Un attimo dopo, con una pistola semiautomatica lo colpiva alla testa con cinque colpi. Sarà l'autopsia a dire quanti proiettili abbiano ferito Edmond Shetjfni : uno sicuramente alla tempia destra. Il 32enne è morto sul colpo: intanto i due uomini uscivano precipitosamente dal locale, quasi scontrandosi con il buttafuori all'ingresso. E rischiando di buttar già la porta semichiusa, secondo le prime testimonianze raccolte sul posto. L'addetto alla sicurezza non ha tentato di fermarli: in quel momento non era ancora chiaro cosa fosse successo. Il titolare del locale, Massimo Nardi – vive in un appartamento sopra il Sayonara – avrebbe infatti spiegato che nei primissimi istanti dopo il delitto si è creduto che i colpi di pistola fossero in realtà petardi. Per tutto il sabato sera, qualcuno si era divertito a farne esplodere nel parcheggio sterrato fuori dal locale, a poche decine di metri dal greto del Ticino. Poi è stato notato il corpo accasciato a terra vicino al bancone: è partita la chiamata alle forze dell'ordine, mentre il locale rapidamente si svuotava di buona parte dei clienti terrorizzati. Assassino e complice (più forse un terzo uomo che aspettava in macchina nelle vicinanze), erano a volto scoperto: vestito di nero, età apparente sui 30- 35 anni, carnagione chiara. Il corpo di Edmond Shtjefni è stato portato all'obitorio di Vigevano. Nato a Lez in Albania, l'albanese risulta non sposato e senza figli: domiciliato ad Abbiategrasso in piazza Castello, in realtà era senza fissa dimora e un lavoro regolare. Doveva osservare l'obbligo di firma periodica presso i carabinieri, dopo la condanna per un furto nel Milanese.