Arricchimento uranio Iran minaccia nucleare
di Bijan Zarmandili wROMA L'Iran sarebbe ad un passo dall'arricchimento dell'uranio, indispensabile per produrre armi atomiche, malgrado le pesanti sanzioni in arrivo che mirano a fermare le ambizioni nucleari degli ayatollah. «Il sito Fordow sarà in grado di arricchire l'uranio al 20 per cento, al 3,5 per cento e al 4 per cento in un prossimo futuro », ha scritto ieri Keyhan, il giornale vicino alle posizioni della Guida suprema Ali Khanenei, citando un alto funzionario del programma nucleare, Fereydun Abbasi Davani (per produrre le armi c'è bisogno dell'arricchimento dell'uranio al 90 per cento). Teheran sfida quindi l'Occidente mentre è in corso un ulteriore inasprimento delle sanzioni contro la Repubblica islamica, con gli Usa che hanno già congelato le attività finanziarie della Banca centrale dell'Iran e gli europei che entro la fine di gennaio dovranno decidere la stessa misura insieme al blocco delle esportazioni del greggio iraniano. Secondo gli esperti l'Iran è già in ginocchio a causa del prolungato embargo su diversi settori della sua economia e le prossime misure potrebbero persino risultare fatali alla sua sopravvivenza. Nei giorni scorsi l'Iran aveva minacciato di chiudere lo stretto di Hormuz nel Golfo persico, bloccando il passaggio del 40 per cento del greggio mondiale via mare. Una tale decisione però impedirebbe innanzitutto all'Iran di garantirsi la fonte principale delle sue entrate che per il 60 per cento derivano dalle esportazioni del suo greggio. La chiusura di Hormuz e la trasformazione del nucleare civile in militare sono stati giudicati dal segretario della Difesa Usa, Leon Panetta, come «linee rosse che l'Iran non può valicare», altrimenti, «non sarà esclusa nessuna opzione». Il titolare della Difesa americana ha anche precisato che nel caso di un blitz israeliano contro gli impianti nucleari iraniani, l'America provvederà di proteggere le sue truppe dislocate nel Golfo persico. In vista delle prossime sanzioni l'Iran cerca intanto nuovi partner commerciali e nuovi alleati. Mahmud Ahmadinejad parte infatti per l'America Latina, una prima tappa in Venezuela di Chavez e successivamente in Nicaragua, Cuba e Ecuador. La missione di Ahmedinejad nell'America latina dovrà servire ad attenuare l'isolamento del suo paese, che rischia di perdere un alleato sicuro in Medioriente, la Siria. Il Dipartimento di Stato americano ha già avvertito i paesi sudamericani di non rafforzare i propri rapporti con Teheran: «Il regime iraniano sta risentendo della pressione internazionale ed è alla ricerca disperata di alleati», ha detto ieri la portavoce del Dipartimento Victoria Nuland. ©RIPRODUZIONE RISERVATA