La moglie testimonia «I killer sono italiani o dell'est Europa»

ROMA La mano killer che ha sparato è di rapinatori italiani o dell'Europa dell'est. Cominciano a farsi più nitidi i ricordi di Zheng Lia, la madre cinese della bimba di nove mesi, Joy, uccisa assieme al padre Zhou Zhenh di 31 anni a Roma, nel quartiere Tor Pignattara, alcuni giorni fa. Ma i riflettori degli investigatori sono puntati anche sul money transfer dove abitualmente il 31/enne portava il denaro. E nuovi elementi potrebbero emergere dai risultati dei rilievi del Ris, effettuati sulla borsa sottratta dagli aggressori e ritrovata dai carabinieri con all'interno 16mila euro. Comincia a prendere forma, seppur in maniera ancora molto sfocata e lentamente, l'identità dei rapinatori-killer. «Parlavano in italiano o comunque dall'accento potrebbero essere dell'est-Europa», ha detto Zhen Lia ai carabinieri del nucleo investigativo che questa mattina l'hanno interrogata all'ospedale San Giovanni, dove è ricoverata. E dove oggi ha saputo dai parenti che la sua bimba e suo marito sono morti, crollando sotto il peso di un dolore insopportabile. Le indagini degli investigatori sono rivolte anche all' attività della famiglia Zheng. In particolare all'attività di money transfer: Qualcuno potrebbe aver fornito informazioni ai rapinatori, i quali potrebbero aver agito su commissione. Ma c'è anche da stabilire da dove venisse tutto quel denaro sottratto durante la rapina. Nella borsa ritrovata dai carabinieri di fronte ad un casolare ad un paio di chilometri dal luogo del delitto, sono stati ritrovati 16 mila euro. Altri tremila erano nella tasca della vittima. Ma le speranze di rintracciare al più presto i killer sono affidate anche ai Ris. In queste ore anche un minimo elemento sarebbe quanto mai prezioso: sulla borsa ritrovata potrebbero emergere impronte o tracce di dna utili alle indagini. Continuano poi incessanti i controlli a tappeto da parte dei carabinieri nei quartieri Centocelle, Tor Pignattara, Pigneto e Alessandrino. In strada anche i 145 militari appena arrivati in virtù del Terzo Patto per Roma sicura. Posti di blocco sono stati posti lungo le strade dei quartieri. Solo nelle ultime 48 ore, nei controlli, i carabinieri hanno arrestato 56 persone, di cui la metà stranieri, e ne hanno denunciate altre 37. Anche in Vaticano si guarda a questo tragico fatto di sangue. Nell'udienza del card. Agostino Vallini dal Papa, stamani in Vaticano, Benedetto XVI e il Vicario di Roma hanno parlato anche dell'agguato a Torpignattara, hanno condiviso la situazione di sgomento di tutta la comunità cristiana e il Papa ha espresso la sua vicinanza. E il sindaco di Roma Gianni Alemanno, che lunedì incontrerà l'ambasciatore della Repubblica Popolare cinese, Ding Wei, ha rinnovato l'appello «a una grande convergenza di attenzione e di fermezza da parte di tutte le istituzioni, con una fortissima collaborazione tra la magistratura e le forze dell'ordine, prendendo atto della sfida straordinaria che abbiamo di fronte». Intanto, un consigliere Pdl del I Municipio Centro Storico di Roma Augusto Caratelli lancia un Sos sull'attività dei money transfer all'Esquilino, il rione a due passi dalla stazione Termini, vera Chinatown della Capitale, e in tutta la città: «Va fatta piena luce per capire se hanno ormai sostituito le banche ufficiali, aggirando le norme».