«Non attira più perché è un gioco vecchio»
di Annalisa D'Aprile wROMA «La Lotteria Italia è un gioco vecchio, datato. Richiede impegno, attenzione e questo tempo congela, dilaziona il momento della vincita». La psicologa Fiorella Giusberti, docente e preside della facoltà di Psicologia dell'università di Bologna, fa una riflessione sul tracollo nelle vendite dei biglietti dell'ultima Lotteria nazionale rimasta in Italia (solo 8 milioni i tagliandi venduti nel 2011). Dall'atmosfera «depressiva» calata sul Paese con la manovra Monti alle tipologie di gioco d'azzardo più attraenti e immediate (come Superenalotto e Gratta e vinci), passando per le poco interessanti trasmissioni tv legate all'estrazione della Befana: sarebbero molteplici le cause che negli ultimi anni, e ora più che mai, avrebbero determinato la disaffezione degli italiani per l'antica Lotteria. «Prima l'estrazione della Lotteria rappresentava un evento - spiega la docente - e l'attesa non era un minus, piuttosto era un'attesa condivisa». Ma per Giusberti non è solo «l'assenza di valori condivisi» o la mancanza del «senso della comunità» ad aver affossato la Lotteria. «Si tratta di una serie di fattori - continua - Da un lato c'è la macchinosità del funzionamento del gioco: bisogna comprare il biglietto, seguire la trasmissione, poi acquistare il giornale e controllare tutti i numeri. In questo la Lotteria è decisamente un mezzo di vincita desueto. Dall'altro lato c'è l'immediatezza di un gioco come il Gratta e vinci che, invece, offre subito la gioia della vincita. Il Gratta e vinci fa parte del quotidiano, tutti i giorni sono buoni per vincere, mentre la Lotteria è episodica. Poi c'è la coincidenza con la crisi economica e con la manovra Monti: ipotizzo che non sia stato il calcolo matematico sul risparmio del costo del biglietto a far calare le vendite, quanto l'alone di sacrificio e risparmio al quale siamo stati chiamati tutti. Ecco, questo futuro di ristrettezze non avrà certo aiutato le vendite». Confermando però, che la passione degli italiani per il gioco d'azzardo non diminuisce, la psicologa aggiunge che, forse, anche i programmi tv ai quali la Lotteria è abbinata (da "La prova del cuoco" al gioco dei pacchi di "Affari tuoi"), «non sono più all'altezza delle aspettative e non sono in grado di suscitare un interesse collettivo tra gli adulti, tanto meno tra i giovani». ©RIPRODUZIONE RISERVATA